Burlo, tumori sospetti tra il personale: scatta l’indagine

(foto tratta dal sito dell'IRCCS Burlo)
(foto tratta dal sito dell’IRCCS Burlo)

07.05.2015 | 19.45 – Il sindaco di Trieste Roberto Cosolini ha annunciato che lunedì 11 maggio farà visita all’Istituto “Burlo Garofolo” di Trieste.
Questa la notizia che ha fatto capolino stamane nelle cronache locali ed è solo l’ultimo capitolo di quella che si annuncia come una “saga” dai mille risvolti e sfumature.
«Sono stato al I.r.c.c.s. “Burlo Garofolo” in diverse occasioni in questi anni da Sindaco, ma in questo momento ci ritorno con un senso ben preciso che è quello di ribadire l’apprezzamento e la stima verso quanti quotidianamente vi operano e  voglio far sentire a tutto il personale la vicinanza della città. Ritengo che – si legge nel comunicato stampa – i problemi e le notizie, anche se non riguardano i risultati delle attività, non possono far sottacere come, seppur fra mille difficoltà, la professionalità e la dedizione dei medici, del personale sanitario e di tutti i collaboratori consentano a questo Istituto di operare quotidianamente con risultati che gli fanno onore».

I problemi e le difficoltà a cui il Sindaco Cosolini fa menzione si riferiscono chiaramente alle numerose polemiche che ruotano intorno al “Burlo Garofalo” e che hanno letteralmente tempestato le cronache locali.
E’ apparsa ieri sul quotidiano locale “Il Piccolo”, la notizia di un nuovo “scandalo” che avrebbe investito la struttura triestina: quella dei tumori sospetti registrati tra il personale del Burlo e della loro possibile, ma non accertata, relazione con l’irradiatore per le sacche di sangue, indicato come la possibile causa di diversi casi di cancro all’interno dell’ospedale infantile (sono almeno una decina quelli rilevati fra il personale della struttura).

Di fronte a questi numeri non si può di certo rimanere indifferenti e lo ha pensato bene anche la Regione che ha deciso di far partire subito un’indagine in merito alla vicenda: « Non ero a conoscenza di quei fatti – si legge oggi sulle pagine del “Piccolo”- ora, rispetto a quanto è emerso, dobbiamo fare chiarezza».

Queste le parole dell’assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca, la quale – si legge sempre nell’articolo apparso oggi sul quotidiano – sottolinea poi che « la Regione farà le sue verifiche. Il problema, tuttavia – continua la Telesca –  non mi era stato sottoposto. Ora che mi è noto chiederò tutta la documentazione».
D’altra parte poi vi è l’Azienda Ospedaliera di Trieste (proprietaria del macchinario), che tiene a rassicurare che i controlli vengono effettuati regolarmente e gli esiti finora sono sempre stati positivi».

Resta dunque tutto da verificare, come ancora da chiarire è la vicenda che sta caratterizzando da qualche settimana il  Burlo e che fa riferimento alla notizia – apparsa sempre sul “Piccolo”, il 4 aprile scorso – secondo la quale sarebbe uscito un clamoroso documento del 16 marzo firmato da un organo interno, ovvero il Civ (consiglio di indirizzo e verifica), il quale, attraverso le poche pagine del documento in questione, ha bocciato il Piano aziendale ospedaliero per il 2015, dichiarandolo inadeguato e «non corrispondente agli obiettivi che l’Istituto è chiamato a perseguire in relazione ai riconoscimenti statali e regionali».

Parole che suonano come un macigno caduto dal cielo, se non fosse che a smorzare i toni e le polemiche ci ha subito pensato la giunta Serracchiani, la quale – si legge sempre nell’articolo – annuncia che il Ministero della Salute ha confermato alla struttura di via dell’Istria il titolo di Irccs, cioè il ruolo scientifico e di ricerca con gli annessi finanziamenti.
A ribadirlo è ancora una volta l’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca: «C’è una nota ufficiale da Roma – ha dichiarato Telesca – gli ispettori del governo erano a Trieste in dicembre. E il loro verdetto, valido per tre anni, è appunto positivo».

Sta di fatto che è difficile ignorare la forte presa di posizione di uno dei componenti “di peso” del Civ, Luigi Notarangelo, un vero luminare a livello internazionale della pediatria, che ha deciso di porre l’accento sì sugli aspetti positivi che contraddistinguono la struttura triestina, come gli «obiettivi di efficienza che l’ospedale intende perseguire nelle tecnologie e nei processi assistenziali, oltre alla copertura economica per le spese del personale e la volontà di valorizzare i Laboratori di ricerca e diagnostica avanzata», ma ne ha fatto anche un’analisi negativa.
«Emerge che la tipologia più frequente di ricovero al Burlo è rappresentata da adeno- tonsillectomia – scrive lo specialista – laddove nelle altre strutture regionali ci si concentra sui neonati con altre affezioni significative». Notarangelo aggiunge poi che fin troppo  numerosi sono i casi, pari a 200, di cure fuori regione per pazienti neuropsichiatrici.
«Credo che questi dati – prosegue il luminare – mal si concilino con la missione dell’istituto di candidarsi a centro di riferimento per patologie complesse e con la natura stessa di Irccs materno-infantile».

Insomma sono tante e complesse le sfaccettature di una vicenda, quella del Burlo Garofalo di Trieste, che continua a tingersi sempre più di toni chiaro-scuri e che sembra promettere, nei prossimi mesi, nuovi colpi di scena. 

Alexandra Del Bianco

(riproduzione-riservata)

(foto tratta dal sito dell’IRCCS Burlo)
Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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