
29.11.14 | 13. 15 – Il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Andrea Ussai, ha dato la notizia di aver consegnato nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica di Trieste, una segnalazione – firmata assieme ai consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle Paolo Menis e Stefano Patuanelli – riguardante alcuni profili contraddittori e potenzialmente illegittimi riguardanti l’Accordo di programma per la Ferriera sottoscritto lo scorso 21 novembre dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani, dai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, oltre che dall’Autorità Portuale di Trieste e da Siderurgica Triestina, la società interamente controllata dal gruppo Arvedi, che ha acquisito l’impianto industriale di Servola».
Nel documento viene segnalato:« il conflitto di interessi rispetto al ruolo assunto dell’ingegnere Francesco Rosato. L’ex direttore della Ferriera sotto la precedente gestione Lucchini, ex consulente del Comune di Trieste chiamato a valutare i possibili investimenti alternativi all’attività siderurgica e oggi amministratore di Siderurgica Triestina (insieme al Cavalier Giovanni Amedeo Arvedi e a Mario Carlo Caldonazzo), nel 2013 è stato rinviato a giudizio, presso il tribunale di Grosseto, per smaltimento illecito di rifiuti – ricorda Ussai -. Secondo l’accusa si tratta di un’attività legata alla sua precedente direzione della Ferriera. Per la normativa in materia (l’art. 252-bis, comma 4, del decreto legislativo 152/2006) “i soggetti interessati […] non devono essere responsabili della contaminazione del sito oggetto degli interventi di messa in sicurezza e bonifica”».
«È vero che la normativa prevede delle eccezioni, ma unicamente nel caso in cui sussistano ulteriori, precise condizioni. Tra le altre, un piano finanziario che garantisca la sostenibilità economica degli interventi “in misura non inferiore a dieci anni”. Quello presentato da Siderurgica Triestina e allegato all’Accordo, invece, riguarda il solo triennio 2014-2016 – sottolinea il portavoce M5S -. Nell’Accordo inoltre è stato espressamente dichiarato, a firma dell’amministratore Mario Caldonazzo, che sussistono i requisiti richiesti dall’articolo 252-bis. Se invece dovessero venir confermate le responsabilità dell’ingegner Rosato in merito alla contaminazione del sito della Ferriera – attacca Ussai – potremmo trovarci di fronte a un falso, circostanza che renderebbe di fatto nullo l’intero Accordo sottoscritto a novembre e che farebbe ricadere pesantemente questo fallimento politico sul sindaco di Trieste e sull’attuale maggioranza capitanata dal Pd che come sempre si ostina a sponsorizzare i soliti amici e indagati».
«Per queste ragioni abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica di Trieste di accertare e valutare se ci siano fattispecie penalmente rilevanti. Se così fosse – conclude il consigliere regionale – ci aspettiamo un pronto intervento da parte della magistratura».
Sempre in tema di Ferriera , nel corso della conferenza stampa consultiva di fine anno di alcuni giorni fa, il Sindaco Cosolini aveva espresso la sua soddisfazione per l’Accordo sottoscritto che ha portato all’acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo Arvedi, dicendo: «ha permesso di salvare posti di lavoro oltre a dare prospettive occupazionali».
E sempre nella stessa occasione : «si andrà verso una riconversione e una diversificazione progressiva, continueremo nel confronto con Arvedi e per il 2015 abbiamo l’impegno di dimostrare che si può fare industria in quell’area senza inquinare l’ambiente esterno ».
Nel frattempo e con il 2015 ormai “alle porte” il problema ambientale e le emissioni dannose, cosi come testimoniano le numerose immagini scattate quasi quotidianamente, dai cittadini residenti nella zona di Servola, ma non solo, continuano.
(Nella foto una “suggestiva” immagine notturna dei pennacchi di fumo provenienti dalle ciminiere dello stabilimento)
MB
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