CRONACA – La festa del colossale villaggio di lusso, costato più di 250 milioni di euro e tuttora incompleto, ha attirato curiosi anche da Slovenia e Austria
Definita con un pizzico di supponenza dallo stesso amministratore delegato, l’esperto manager del lusso Massimo Suppancig, come “la Montecarlo del Nordest” e destinata a trasformare il litorale nostrano in “un angolo di California”, la colossale opera di Portopiccolo ha finalmente aperto i suoi battenti al pubblico delle grandi occasioni, venuto anche dai paesi limitrofi per ispezionarne il risultato; dopo una gestazione travagliata durata ben più del previsto e svariati disagi inerenti il cantiere, spesso invasivo nei confronti delle realtà adiacenti, le prime attività commerciali hanno preso il via in una serata che molti degli astanti hanno definito con stupore “magica“, “coinvolgente” e “spettacolare“.
Se ad esporre le proprie vetrine con artificiosa compiacenza sono stati infatti i ristoratori, distribuiti equamente tra gelateria, pizzeria, ristorante di lusso e beach club con piscina a strapiombo sulle spiagge ancora in costruzione, non sono tuttavia mancati i circenses: fin dalle 19, ora prevista per l’ingresso dei turisti, si sono susseguiti giocolieri e spettacoli d’ogni sorta – con tanto di ipnotica musica lounge di sottofondo e giochi di luce e fuochi fino a tarda serata.
Poco importa quindi che una buona parte degli appartamenti e degli impianti fossero ancora in costruzione, che in molte zone i turisti fossero costretti a deviare il percorso per evitare le macerie o, come extrema ratio, a camminarci sopra; poco importa che molte delle strutture fossero ancora del tutto impreparate a gestire un flusso di visitatori così massiccio; poco importa infine che il finto borgo marino (o potenziale borgo marino, in quanto tuttora disabitato nelle sue appendici a specchio sul mare) sia sovrastato da un cordone residenziale aggrappato alla parete carsica, complesso abitativo che i più gentili hanno definito come “cimiteriale” e che ha fatto storcere il naso sia alle nostrane cariatidi di Castelreggio, sia alle signore imbellettate, rapide dall’idea di un nuovo Porto Cervo (e terrorizzate dall’idea di un nuovo Porto San Rocco). Poco importa la polemica quando tira aria di festa.
Tutti gli sguardi sono rivolti adesso alle prossime aperture: la SPA da 15mila metri quadri, il prestigioso Hotel a 5 stelle, oltre ai nuovi appartamenti di lusso e le spiagge con ogni genere di comfort; destano curiosità anche i progetti collaterali che riguardano le migliorie ai collegamenti (in loco – ad esempio passeggiate panoramiche e sentieri – oltre che all’organizzazione dei trasporti per e da Trieste, tuttora carenti) e la possibilità per i residenti di Portopiccolo di partecipare ad escursioni enogastronomiche della zona, occasione per visitare le bellezze del territorio senza rinunciare al piacere del palato rivitalizzando l’economia locale, altrimenti esente dai benefici di una così importante apertura.
La messa in prova, iniziata ufficialmente ieri sera, è destinata a durare ancora almeno un anno; allora si potrà discutere la validità delle strategie e la bontà del progetto Portopiccolo.
Fulvio E. Bullo
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