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lunedì, 5 Dicembre 2022

Rigassificatore, il Tar del Lazio respinge la richiesta di sospensiva avanzata da Gas Natural

ENERGIA Prodani (M5S): «Quale risposta ha dato il governo Letta alla lettera “ufficiale” della presidente Serracchiani?»

19.7.2013 | 23.47 – Il Tar della Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da Gas Natural contro il decreto con cui il ministero dell’Ambiente ha sospeso nei mesi scorsi l’efficacia della Valutazione di impatto ambientale rilasciata nel 2009 per il rigassificatore. La notizia è stata confermata in serata dal tg della Rai del Friuli Venezia Giulia. Il Tar del Lazio ha fissato quindi per  il 19 marzo 2014 l’udienza di merito.  Prosegue intanto la polemica fra il Movimento 5 stelle e la giunta Serracchiani. 

«La presidente della Regione, e il suo difensore d’ufficio, l’assessore Sara Vito, devono spiegare come mai gli enti locali e l’Autorità portuale hanno sancito con atti formali la loro contrarietà al progetto del rigassificatore di Zaule, mentre la giunta regionale, che aveva tutto il tempo per farlo, ha preferito invece inviare una letterina». Replicano così i deputati a 5 Stelle Aris Prodani e Walter Rizzetto (nella foto) all’assessore Vito che, nel ricordare che la presidente rappresenta tutta la Regione, afferma che “una sua lettera formale al Governo è di per sé un atto ufficiale”. «Non siamo convinti che una semplice lettera possa avere la stessa forza di un atto formale – aggiungono i due deputati M5S -. Se così fosse anche i sindaci e la presidente dell’Autorità portuale avrebbero potuto fare lo stesso, risparmiando un sacco di tempo».

«Ad ogni modo sarebbe interessante sapere se il governo ha dato una qualche risposta alla missiva “ufficiale” della presidente Serracchiani. Più passa il tempo più aumenta invece la nostra preoccupazione – affermano Prodani e Rizzetto -. Né il presidente del Consiglio Letta né il ministro allo Sviluppo economico Zanonato finora si sono espressi in maniera ufficiale contro la realizzazione dell’impianto che – è bene ricordarlo – non è voluto dalla stragrande maggioranza della popolazione della provincia di Trieste. Potrebbero mandare almeno una lettera! I tanto decantati favori romani di cui gode la presidente – concludono – dovrebbero essere sfruttati per avere almeno un briciolo di risposta, meglio se ufficiale».

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