LAVORO L’amministratore delegato di questa srl, Stefania Quaini, la denifisce così: “Una rete locale ed internazionale di persone che vogliono innovare, un acceleratore, uno spazio dove rendere le prime due cose concrete e piacevoli da fare.”

19.12.2012 | 10.30 – Hub è una parola inglese che significa fulcro, centro.
Ed è proprio questo concetto che sta alla base del progetto The Hub: in tutto il mondo sono nati questi punti di ritrovo, che hanno l’obbiettivo di fare networking, cioè di connettere giovani che nella loro tascapane hanno solo un’idea, dar loro un luogo fisico dove sviluppare il loro progetto e mettere a loro disposizione un team di mentors, delle persone con una ventiquattrore traboccante di esperienze e saggezza, che possano indirizzarli verso degli investors interessati. Il flusso è internazionale: le idee e gli sponsor possono essere italiani ma possono benissimo parlare qualsiasi altra lingua, perché The Hub nasce proprio per mettere in condivisione e crescere dagli spunti che la community internazionale crea costantemente.
Nel mondo esistono già più di trenta Hub e la previsione nei prossimi cinque anni è di arrivare a cento. Uno di questi troverà a breve una nuova sede a Trieste: quale città meglio di Trieste poteva tenere a battesimo una società simile? Trieste, una città sinonimo di crocevia per eccellenza, una città divisa tra sapori mediterranei, atmosfera di confine e cultura mitteleuropea, una città portuale di grande dinamicità, fervore e apertura, una città che vanta un polo universitario frequentato da quasi venti mila studenti.
Anche e soprattutto questi studenti potranno usufruire dell’openspace di via Cavana 14: un cancello si apre su un cortiletto interno, come The Hub apre le porte sul futuro di un’azienda emergente, di un brand non ancora conosciuto, di una scoperta scientifica che necessita di essere approfondita. Questo spazio fisico sta ancora subendo degli interventi e sarà effettivamente operativo solo al termine di questi lavori, ma i sette soci fondatori sono già attivi da più di un anno, perché il vantaggio di questo presente cibernetico è anche quello di accelerare le tempistiche di alcune attività, anche se la ristrutturazione di edifici non è tra queste.
Infatti in The Hub il luogo fisico non è tutto, mentre un team organico è fondamentale. E i soci di Trieste incarnano i principi del progetto stesso: Multiculturalismo, non solo grazie alla presenza di Albi Enesi, socio di origine albanese, ma anche grazie alle molte esperienze all’estero di molti dei soci, l’esempio maggiore è Luca Escoffier, che si divide tra Seattle, Roma e Tokyo. Attenzione verso l’innovazione, grazie alla vasta conoscenza in fisica e nanotecnologia di Riccardo Sabatini. Creatività e vivacità artistica, grazie all’apporto dei restanti soci, Caudio Sartor, Marco Barbariol, Marco Svara e Stefania Quaini, della quale abbiamo sentito la voce in prima persona (l’intervista qui).
Marta Polese


