FRESCO-Il Festival Internazionale Ave Ninchi festeggia 20 anni

TEATRO Quest’edizione porta sul palcoscenico la riscoperta delle tradizioni popolari e lo spessore culturale ed artistico dei gruppi teatrali.

17.12.2012 | 12.17 – Un fine settimana ricco di spettacoli grazie al “20° Festival Internazionale Ave Ninchi Teatro nei Dialetti del Triveneto e dell’Istria” organizzato e promosso dall’associazione L’Armonia.

Il Teatro MIELA di Trieste ha ospitato un doppio appuntamento Venerdì 14 dicembre 2012. La prima parte della giornata è stata dedicata alla 12° edizione della Rassegna Teatrino con lo spettacolo “Dove ti butto?”. Questa rappresentazione è stata presentata dalla Compagnia Teatrobandus di Trieste che si è rivolta ai bambini della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria ai quali ha spiegato, attraverso scenette divertenti ed educative, i motivi della raccolta differenziata e l’importanza del rispetto per l’ambiente sostenendo che sono buone abitudini e servono a migliorare la qualità della vita nel presente e nel futuro.
La seconda parte della giornata è cominciata alle ore 20.30, ha visto salire sul palco il Gruppo Proposte Teatrali con “Ma chi… te son ti?”, divertente commedia in dialetto triestino di Letizia Nicotera e Luciano Volpi, da un’ idea di Aldo De Benedetti, con la regia di Luciano Volpi. Questa commedia, articolata in due tempi, racconta la divertente storia di Luisa e il marito Paolo, il quale improvvisamente non viene più riconosciuto dalla moglie poiché questa perde la memoria. Paolo quindi chiede aiuto ad uno psichiatra, che ritiene giusto assecondare ogni desiderio della malata; la faccenda si complica, però, quando Luisa confonde il medico con il marito. La vicenda si conclude con la smentita situazione della moglie che ammette di non aver perso la memoria, ma di aver fatto tutto di proposito.
La serata termina con un caloroso e simpatico saluto da parte di tutti gli attori e lo staff, che di certo non hanno fatto annoiare il pubblico durante l’intera serata. Il Gruppo Proposte Teatrali nasce a Trieste nel 1997 e dal 1999 entra stabilmente nei cartelloni de L’Armonia ottenendo numerosi premi e riconoscimenti confermati, in questi anni, dalle partecipazioni alla rassegna nazionale Proscenio Agettante.

Il Teatro MIELA ha continuato ad ospitare la manifestazione anche per le giornate successive. Alle ore 20.30 di Sabato il Festival è proseguito con la rappresentazione di un’immancabile commedia goldoniana “I pettegolezzi delle donne”, portata in scena dalla Compagnia Teatro Insieme di Sarzano (Rovigo) con la regia di Roberto Pinato. La commedia suddivisa in tre atti è ambientata nella Venezia della metà del ‘700. Checchina, figlia di Paron Toni, è in attesa di scambiare la promessa di matrimonio con il suo novizzo Beppo, circondata da altezzose nobili e da modeste parenti. L’atmosfera gioiosa è funestata dalla diversità sociale delle invitate, che ben presto abbandoneranno rabbiosamente la festa, lasciando i due sposi novelli in compagnia del padre e del compare Pantalone. La storia della protagonista non proseguirà tra rose e fiori, perché dalle “amiche” partirà un pettegolezzo che ben presto la travolgerà. Nel tentativo di chiarire la verità, si innescheranno nuovi chiacchiere e nuovi travagli. Infine Checchina e Beppo si sposano smentendo le dicerie.
La compagnia tornata a Trieste, dopo dodici anni, è stata accolta entusiasticamente dal pubblico che ha applaudito molte volte durante lo spettacolo.
Il Teatro Insieme di Sarzano, nato nel 1990, predilige l’uso del dialetto veneto e lega la sua crescita artistica alla partecipazione a numerose ed importanti rassegne, tra le quali il Schiofestivaldagno e il Festival nazionale d’arte drammatica di Pesaro, nei quali si è sempre distinta ottenendo premi e riconoscimenti.

Infine, nella giornata di Domenica 16 dicembre, alle ore 17.30, il Festival ha ospitato la pièce “Se noi xe mati no li volemo” della Compagnia Teatrale La Goldoniana (San Stino di Livenza – VE), commedia in tre atti di Gino Rocca, con la regia di Gianni Visentin. Quest’opera è andata per la prima volta in scena nel 1926 e rappresenta un caposaldo del teatro veneto. Bortolo Cioci nelle prime scene si scontra con tutti gli altri personaggi, introducendo un’atmosfera da commedia ma l’arrivo di Momi Tamberlan assieme a un ragioniere amministratore e a un avvocato deciso a far rispettare la legge, disvela progressivamente i problemi dei diversi personaggi, in particolare quelli economici e familiari di Momi Tamberlan. Il tono dell’opera vira rapidamente verso un carattere drammatico conducendo allo sfaldamento sociale ed umano di due gruppi: “la Congrega dei Mati” e la famiglia di Momi Tamberlan.
La Goldoniana è nata nel 1969 con il proposito di dedicare la sua attività alle opere di Carlo Goldoni, ma nel tempo ha portato sulle scene anche commedie di altri illustri autori veneti tra i quali Giacinto Gallina e Gino Rocca. A fianco del repertorio teatrale vero e proprio, la Compagnia rivolge la sua attenzione anche alla poesia veneta, con recitals di liriche di Giacomo Noventa, Biagio Marin e del conterraneo Romano Pascutto.
Finito lo spettacolo, c’è stata la premiazione, come migliore interprete, al cast artistico del gruppo Il Gabbiano di Trieste per la commedia “No xè bel quel che xè bel, ma xè bel quel che…” alla presenza del Presidente della Commissione Cultura della Regione Friuli-Venezia Giulia e un brindisi ai 20 anni del Festival offerto da Cesarini Sforza.

Il 20° Festival Internazionale Ave Ninchi offre agli spettatori l’opportunità di riscoprire le tradizioni popolari, la salvaguardia degli idiomi locali e lo spessore culturale ed artistico dei gruppi teatrali. Questo è un festival che emerge per la sua capacità di fornire un contributo mirato allo sviluppo delle tradizioni affinché non vengano perdute con il passare del tempo.

L’evento si è svolto con il Contributo ed il Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste, del Comune di Trieste e del comune di Duino Aurisina.


Elisa Fresco

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