CRONACA Assistito del centro di salute mentale di trieste, minaccia di suicidarsi e di far esplodere la propria abitazione con una bombola del gas de cucina.

6.11.2012 | 11.22 – Notte scorsa, alle ore 20.00 circa, personale del centro di salute di trieste, allertava il centro operativo dei carabinieri di Duino Aurisina (TS), che un loro assistito, dichiarato interdetto e soggetto a tutela con sentenza del tribunale, gli aveva appena contatti, minacciando di suicidarsi e di far esplodere la propria abitazione, situata al primo piano di un condominio composto da sei appartamenti, con una bombola di gas, se non gli fosse stata consegnata una somma di denaro, corrispondente a tutte le sue pensione che e stata indebitamente trattenute.
I carabinieri intervenivano tempestivamente sul posto, dove hanno accertato che il suddetto si era chiuso a casa da solo, e che maneggiava un oggetto di metallo consistente, somigliante a una bombola del gas da cucina, pertanto, gli operanti hanno proceduto alla messa in sicurezza della zona, facendo evacuare tutti i condomini e dando avvio ad un`opera di convincimento e di dissuasione con l`ausilio del familiare e dei medici curanti del centro di salute mentale, ma il suddetto non recedeva, volendo solamente la consegna del denaro.
Sul posto intervenivano anche i vigili del fuoco e personale sanitario del “118”.
Intorno alle ore 23.45, gli operanti, adottando il diversivo di consegnargli una valigetta contenente il denaro, ma vuota, lasciandola davanti all`ingresso dell`appartamento, all`atto dell`apertura della porta da parte del predetto.
Prima di essere neutralizzato, estraeva dalla tasca dei pantaloni un coltello da cucina, avente una lunghezza complessiva di ventuno centimetri, con cui tentava di colpire, con dei fendenti, due dei militari operanti, rispettivamente, nei confronti di uno all`altezza del braccio destro e del capo e nei confronti dell`altro all`altezza della coscia, senza riuscirvi, poiché i militari, nonostante la considerevole costituzione e forza fisica del succitato, riuscivano a sfilargli dalla mano il coltello ed a renderlo del tutto inoffensivo.
contestualmente veniva recuperata e messa in sicurezza la bombola del gas da cucina, che da una successiva verifica risultava contenere residui di gas e, dunque, in caso di scoppio, non meno potenzialmente pericolosa.
Successivamente l’uomo veniva trasportato, adottando le massime misure di sicurezza, presso il centro di diagnosi e cura dell’ospedale “maggiore” di trieste, ove risulta ricoverato, in struttura protetta.
Gessica V. Zuccon


