POLITICA Nella regione a statuto speciale si prende la crisi di petto, i dati di “Regione in cifre” dimostrano che in Fvg si vive meglio che in altre realtà italiane.
3.12.2012 | 13.31 – E’ stata è presentata nei giorni scorsi dall’assessore regionale alle Finanze e alla programmazione Sandra Savino, la quarantaduesima edizione di “Regione in cifre”. Si tratta di un annuario statistico di circa 360 pagine edito dal servizio Statistica dell’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia. Sempre più utilizzato, si stimano le 3300 copie per il 2011, mira a fini conoscitivi lavorativi e statistici.
“E’ un testo richiesto ed utilizzato perché i dati che contiene, relativi a tutto il 2011, sono utili all’intera comunità – ha detto l’assessore – e servono a dare risposte adeguate alle categorie, agli imprenditori, alle istituzioni. L’annuario -ha continuato- evidenzia che questa è una regione ben condotta e che nel tempo la nostra specialità ha dato i suoi frutti, ma conferma anche come, attraverso l’autonomia, durante la crisi questa regione abbia avuto un percorso meno accidentato rispetto ad altre realtà italiane”. La Savino sottolinea inoltre come la situazione di autonomia del Friuli Venezia Giulia sia vista con un certo astio dalle regioni a statuto ordinario ma anche dallo stesso governo Monti che pensa di poter risolvere la gravosa situazione del paese accorpando e accentrando le funzioni locali. Questo fascicolo viene arricchito di anno in anno da nuovi dati e nuove sezioni grazie anche al contributo degli utenti.
L’assessore regionale ha voluto mettere in evidenza alcune cifre in decisa controtendenza rispetto a quella che è la media nazionale, come ad esempio i dati relativi all’import della regione (+7,6%) e dell’export (+9,4%), il calo della disoccupazione (5,2% nel 2011 rispetto al 5,7% del 2010), l’aumento degli arrivi di turisti (+4,5%),l’alto livello della speranza di vita(79 anni per gli uomini e 84,5 per le donne), il dato relativo alla famiglie in condizione di povertà (5,4%) in sensibile controtendenza rispetto al dato nazionale che si aggira intorno all’11%,per non parlare delle 171.474 assunzioni dello scorso anno di cui circa un terzo sono a tempo indeterminato, un dato che stupisce se si pensa a quella che è la realtà italiana. Anche i dati rispetto all’incremento demografico sembrano seguire un seppur minimo trend positivo (+0,3%). Insomma il Friuli Venezia Giulia sembra una regione in cui si vive bene, o per lo meno meglio rispetto a tante altre regioni del Paese.
Filippo Mazzanti


