Vivona

CRONACA Nessun ferito tra le guardie giurate: “Ho pensato di poter morire, è stato terribile”.

30.12.2012 | 9.20 – Questa mattina nei pressi del tratto autostradale dell’A4 Brescia-Milano un portavalori blindato dell’Istututo di Vigilanza Privata G8 è stato assaltato da un commando di circa 10 persone. L’intervento della Polizia, arrivata sul posto pochi minuti dopo la chiamata d’aiuto da parte delle tre guardie giurate, ha fatto fuggire il gruppo di rapinatori con un magro bottone rispetto ai due milioni di euro trasportati nel portavalori.

 

Secondo gli inquirenti la banda di rapinatori, ancora in fuga e ricercati nella zona da Polizia e Carabinieri, potrebbe esser composta da giostrai sinti o slavi, anche se numerose perquisizioni fatte in queste ore negli accampamenti dei nomadi e giostrai non hanno dato alcun risultato. Le meccaniche della rapina indirizzano gli investigatori verso la pista della banda dei sardi, artefice negli scorsi mesi di altre rapine sempre con l’utilizzo della sega circolare per aprire il portello posteriore.

Il colpo, durato una manciata di minuti, è avvenuto in un tratto in quel momento poco trafficato e caratterizzato da una fitta nebbia, fattori che non hanno portato a rallentamenti o code. L’allarme arrivato al centro operativo della Polizia di Stato ha mobilitato subito alcune volanti della Polstrada e un elicottero per le ricognizioni aeree che in più di una occasione hanno tentato di bloccare la corsa dei malviventi. Il commando di rapinatori ha agito in maniera fulminea, bloccando prima il furgoncino blindato con alcune autovetture, incendiate durante la fuga e contenenti il resto dell’arsenale utilizzato, e poi sparando abbondanti raffiche di kalashnikov sul parabrezza che fortunatamente ha resistito ai colpi.

Alfredo Rinaldis, segretario provinciale del sindacato nazionale guardie giurate, denuncia la grave crisi nazionale che sta continuando a colpire il settore: “In dieci anni gli assalti ai portavalori sono stati 223 con ben 40 morti. Ci vuole una legge che tuteli maggiormente questa categoria di lavoratori ad alto rischio”.


Matteo Vivona

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