Verdi, dedicata al compositore triestino Visnoviz con esecuzioni inedite il quarto appuntamento con la sinfonica

MUSICA Buchbinder al pianoforte chiude con Brahms: spettacoli venerdì 5 e sabato 6 ottobre 

4.10.2012 | 18.12 – Decisamente una stagione sinfonica ricca di spunti quella del teatro “Verdi” di Trieste, che riesce ad accostare con una certa disinvoltura ad ogni appuntamento originalità, talento e celebri esecuzioni. Dopo il successo e i lunghi applausi per Marshall e il sassofonista solista Mondelci, che la scorsa settimana hanno riempito il teatro di giovani, è dedicata al compositore e pianista triestino Eugenio Visnoviz, scomparso nel 1931 a soli 25 anni, l’apertura del quarto appuntamento con la stagione sinfonica del “Verdi” in programma domani, venerdì 5 ottobre alle 20.30 e sabato 6 alle 18.

Del musicista l’orchestra del teatro, diretta dal Maestro Francesco Lanzillotta, presenterà “Gavotta e Musette per orchestra” in prima esecuzione moderna e “Hochzeitmusik 1931 per archi”. Cresciuto come compositore accanto ad Antonio Illesber, il giovane autore sviluppò un personale disegno compositivo all’insegna di Brahms, forse una fuga dalla realtà per una ricerca di sicurezza in un passato florido, mitteleuropeo, autenticamente triestino.

Fu considerato “una luminosa meteora musicale” da tutti i suoi contemporanei, unanimi nel riconoscergli soprattutto superlative qualità strumentali, non solo di solista. “Al pianoforte era affascinante – riporta l’autorevole testimonianza di Vito Levi – e non appena discendeva dal podio ridiventava un essere sfuggente, incapace di intrattenersi con chiunque…”.

L’archivio quasi segreto del giovane talento è un lascito di composizioni, ricchissimo per quantità e varietà, che oltre ai brani dedicati al pianoforte, copre anche un camerismo raffinato, rimasto quasi del tutto inedito fino ad oggi. In occasione dell’omaggio che il “Verdi” ha voluto dedicare al compositore, l’ultimo brano, “Ouverture sinfonica in la minore”, affidata dal fratello di Visnoviz Ermanno al Teatro Verdi nel 1968, è stata ritrovata solo nel 1997 e viene proposta in prima esecuzione mondiale.

La seconda parte del programma propone invece un’opera già nota al grande pubblico amante del repertorio sinfonico: il “Concerto in re minore per pianoforte op. 15” di Johannes Brahms. Solista al pianoforte l’austriaco Rudolf Buchbinder (nella foto), uno dei più importanti pianisti sulla scena internazionale, ospitato regolarmente dal Festival di Salisburgo, dai più importanti Festival del mondo e dalle più importanti orchestre fra cui i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, l’Orchestra Filarmonica di New York, l’Orchestre National de France, la London Philharmonic Orchestra e le Orchestre di Washington, Philadelphia e Tel Aviv. 

Il pianoforte in questa composizione non si pone in isolamento virtuosistico come un monologo, ma si inserisce in un rapporto profondamente dialettico con l’orchestra, coerentemente con il carattere drammatico e forte di alcuni aspetti stilistici, creando un insieme di grande originalità e compattezza espressiva.

Alessandra Ressa

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