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domenica, 2 Ottobre 2022

Il “mulo” Alessandro Mansutti oro ai mondiali di canottaggio

SPORT L’atleta del Circolo Canottieri Saturnia capovoga dell’otto juniores vincitore del titolo iridato a Plovdiv in Bulgaria

20.8.2012 │ 17.59 – Parla anche triestino l’equipaggio dell’otto juniores che si è aggiudicato il titolo iridato ai campionati mondiali di canottaggio che si sono conclusi ieri a Plovdiv in Bulgaria. Il capovoga dell’armo azzurro, vincitore della medaglia d’oro, è il triestino Alessandro Mansutti, atleta del Circolo Canottieri Saturnia.

Insieme ai compagni Carcano (Can. Moltrasio), Abbagnale (CN Stabia), Zileri (Can. Firenze), Lodo (Fiamme Gialle), Borsini (Can. Limite sull’Arno), Pagani (Tevere Remo), Lovisolo (Reale Cerea Torino) con al timone D’Aniello (CN Stabia), Mansutti ha dominato la gara imponendosi sugli equipaggi inglesi e tedeschi.

L’otto maschile (nella foto) conferma il titolo iridato dopo la vittoria dello scorso anno sul bacino “olimpico” di Eton Dorney. Per l’atleta del circolo “barcolano” allenato dal tecnico Spartaco Barbo, il prestigioso titolo corona una stagione che lo ha visto protagonista, sempre sull’otto ai campionati europei di Bled e al Memorial D’Aloja ad aprile di quest’anno.

Nel 2011 Mansutti ha vinto 4 titoli italiani e prima di passare quest’anno alla barca “ammiraglia”, ha guidato, sempre come capovoga, il quattro senza juniores ai mondiali di Eton. Il Circolo Canottieri Saturnia, da sempre, grazie ai suoi atleti, ai vertici del ranking nazionale, torna a fregiarsi di una medaglia d’oro ad un campionato del mondo juniores dopo 10 anni. Nel 2002 la vittoria era andata al “due con” di Fabrizio Cumbo.

Grande soddisfazione per il Saturnia e grande stimolo per le altre società remiere triestine che, da sempre, allevano atleti di interesse nazionale; non può quindi non destare perplessità la recente ordinanza dell’Autorità marittima di Trieste, che regolamentando, la “disciplina sportiva dell’attività del canottaggio”, richiede tra l’altro, in mancanza di mezzi di supporto, l’utilizzo di “specchietti retrovisori” per le imbarcazioni a remi che danno le spalle alla rotta seguita ed altre prescrizioni.

tanti giovani appassionati del remo, che si allenano ogni giorno lungo riviera triestina, con sacrificio e in condizioni marine non sempre ottimali, potrebbero risultare penalizzati da queste prescrizioni. Lo sport, in questo momento, ha bisogno di sostegni, non di “ostacoli”, è la nostra società che può creare i campioni di domani.

Marco Bonini

(riproduzione_riservata)

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