Showroom 3D: un nuovo spazio per la divulgazione scientifica

L’utilizzo di questa sala ha vari scopi, tra cui principalmente la didattica

22.3.2012 | 14.30 – Immergersi nella realtà multiforme di Area Science Park, accedere ai suoi laboratori, cimentarsi con esperimenti scientifici, destreggiarsi tra giochi interattivi.

Tutto ciò è possibile viverlo all’interno del nuovo spazio espositivo-virtuale-interattivo allestito nel campus di Padriciano del Parco Scientifico e Tecnologico di Trieste.
 

Lo showroom virtuale è stato realizzato da Arsenal, azienda triestina specializzata nello studio, nella progettazione e nella messa a punto di sistemi di realtà virtuali personalizzati.
In particolare, la collaborazione tra Arsenal e Area Science Park è iniziato nel 2004 e nel 2006 l’azienda triestina ha realizzato per AREA una sala di proiezione 3D, che si trova all’interno del campus di Padriciano.
L’utilizzo di questa sala ha vari scopi, tra cui principalmente la didattica, di cui si occupa un’altra società triestina insediata in Area, la Shoreline. Affluiscono qui molte scolaresche per assistere a dettagliate e suggestive spiegazioni su vari temi, scientifici ma non solo.
Quindi gli “attori” sono: Area Science Park, che come ente pubblico interessa naturalmente la collettività; Arsenal Srl, che ha realizzato la tecnologia (è importante che si sappia che a Trieste esiste questo tipo di tecnologia accessibile a tutti); Shoreline, società che si occupa di biologia marina, che appunto gestisce la sala 3D organizzando sessioni di studio per le scuole.
 

Focus dello spazio è il teatro immersivo, un sistema completo di proiezione sia immersiva che stereoscopica dove le scene virtuali riproducono in 3D l’urbanistica della città di Trieste, l’intero territorio della provincia di Trieste, i campus di Padriciano e Basovizza e l’interno dei laboratori di Area Science Park. Tutto ciò è “navigabile” in tempo reale: si può sorprendentemente visitare virtualmente il centro cittadino (una grande possibilità questa, soprattutto per chi non può farlo nella realtà a causa di problemi motori o altro!) . E’ poi possibile entrare, sempre virtualmente, nei laboratori del campus e qui assistere a dimostrazioni interattive o animazioni che riproducono processi e fenomeni con finalità didattiche o istituzionali, come ad esempio la generazione della luce di sincrotrone di ELETTRA. Questo fenomeno è particolarmente interessante da osservare poiché nella realtà non sarebbe possibile assistervi, a causa delle forti radiazioni presenti all’interno del grosso anello che costituisce il sincrotrone.
Nello showroom è poi possibile assistere alla rappresentazione virtuale, anche in modalità stereoscopica, di esperimenti scientifici come la duplicazione del DNA: è incredibile poter entrare e “viaggiare” virtualmente all’interno di esso! Una grande risorsa da tenere in maggior considerazione, vista soprattutto la capacità, di questo strumento virtuale, di catturare l’attenzione e la curiosità dei bambini… e non solo!
 

Continuando il viaggio nello showroom virtuale di Padriciano si può inoltre visitare l’interno di una grotta ( è una riproduzione di una grotta americana, anche se l’obbiettivo sarebbe quello in futuro di riprodurre l’interno della grotta Gigante), esperienza mozzafiato.
Un’altra tappa è poi quella del ciclo chiuso del carbonio, ovvero la produzione di energia pulita attraverso lo sfruttamento del legno degli alberi. Suggestivo anche poter assistere alla ricostruzione di una piccola centrale idroelettrica.
Un’ulteriore coinvolgente tappa del percorso virtuale è quella della ricostruzione del Teatro romano di Trieste, così come doveva essere proprio al tempo dei Romani: c’è stata anche una collaborazione, in merito, con l’Università di Trieste e una studentessa di architettura, che ha chiesto l’aiuto tecnico di Arsenal proprio per poter ricostruire virtualmente, dal punto di vista architettonico, il Teatro romano. E’ inutile sottolineare il successo che l’iniziativa ha ottenuto!
In ogni caso “sarebbe bello che anche altre istituzioni capissero l’importanza di queste tecnologie” e ne cogliessero soprattutto le grandi potenzialità che al giorno d’oggi non vengono ancora sfruttate al meglio.
E’ incontestabile il fatto che purtroppo la maggior parte dei triestini sia oggi ignara di cosa effettivamente succeda nei campus dell’Area Science Park e forse il miglior rimedio a ciò sarebbe sfruttare la capacità di divulgazione dei mezzi di comunicazione a nostra disposizione e quindi poter parlare chiaramente della “tecnologia disponibile e delle sue possibili applicazioni pratiche”.

Ecco alcune foto di Marco Jez, un collaboratore dell’zienda Arsenal Srl.

 

Alexandra Del Bianco 

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