No Tav, digiunano anche i pacifisti triestini

CRONACA Françoise Soubeyran, Davide Bertok, Alessandro Capuzzo e frate Antonio Santini hanno scelto questa forma di protesta

23.3.2012 | 11.12 – Si chiama “Ascoltateli!” l’iniziativa di digiuno pubblico che è partita il 17 marzo da Torino, a sostegno della ripresa del dialogo tra i No Tav e le istituzioni e che in questi giorni è stata accolta anche a Trieste

L’idea del digiuno collettivo è nata al Centro Studi Sereno Regis di Torino, centro di studi per la nonviolenza, ed è stata sottoscritta anche dal Comitato pace convivenza e solidarietà Danilo Dolci di Trieste che, come il Regis, partecipa ad Ipri – Rete corpi civili di pace. Così anche nella nostra città le associazioni pacifiste hanno aderito all’appello per questa protesta non violenta e alcune persone hanno iniziato a privarsi del cibo.

A cominciare è stata Françoise Soubeyran (nella foto) che non ha mangiato per 48 ore; il 22 marzo è stata la volta di Davide Bertok di Mondo senza guerre e senza violenza, che ha digiunato per 24 ore. Il testimone passerà poi ad Alessandro Capuzzo del Comitato pace convivenza e solidarietà Danilo Dolci, e sabato 24 marzo a frate Antonio Santini dei Beati costruttori di pace.

La protesta triestina, oltre che la solidarietà alla Val Susa, ha come obiettivo anche quello di riportare l’attenzione sulle problematiche, ambientali e non solo, legate al tratto della Tav Venezia-Trieste-Divaca.

A Torino, intanto, un centinaio di persone stanno digiunando in Piazza Castello e l’iniziativa è stata attuata anche a Genova. Nell’intenzione dei promotori questo gesto d’impegno civile dovrebbe sensibilizzare le istituzioni all’ascolto delle ragioni dei cittadini della Val Susa.

Nel comunicato diffuso dal Comitato si legge infatti: “Ascoltateli! chiede di aprire una discussione pubblica trasparente e approfondita, in primo luogo tecnica, condotta sotto lo sguardo attento della società civile, della rete e dei mass-media, a proposito del controverso progetto per la linea ad alta velocità in Val di Susa (Tav)”.

“Ci si rivolge alle persone disponibili per un dialogo aperto e una soluzione condivisa che tenga conto di ciascuna parte nel conflitto. Si chiede d’inaugurare una pratica di trasparenza per le opere pubbliche, di valutazione secondo una procedura comparata e di corretta divulgazione all’opinione pubblica; prima che le spese diventino legge e non viceversa. A vent’anni dall’approvazione non è stato presentato un piano finanziario per i cantieri della Val Susa”.

E conclude: “Ascoltateli! chiede a tutti i cittadini affamati di verità e democrazia di nutrire con il loro sostegno questo digiuno pubblico collettivo”.

Ilaria Bagaccin

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