Cosa troveremo nel nuovo portale del Comune di Trieste

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15.3.19|16.54-Il nuovo portale del Comune di Trieste ha fatto il suo ingresso ufficiale nel web alle 17.26 di ieri, quando i relatori della conferenza di presentazione hanno premuto tutti insieme il pulsante dello “Switch on” dal palco della sala interna al Museo Revoltella. Ci vorranno ancora alcuni giorni perché i browser individuino il nuovo indirizzo del portale e lo facciano comparire nella lista delle ricerche. Al momento, ad esempio, digitando “Comune di Trieste” sulla barra di ricerca di Google ci si imbatte ancora nel precedente indirizzo “retecivica”, mentre il nuovo (www.comune.trieste.it) è rintracciabile cercando solo “Trieste”.
Al di là del cambio di nome, l’idea di fondo è innovativa. innanzitutto cambia la strutturazione: Dare risposte a partire dall’ascolto delle domande dei cittadini è la parola d’ordine. Il nuovo portale infatti si presenta agli utenti con una barra di ricerca, accompagnata dalla domanda “cosa stai cercando?”, met-tendo così al primo posto le richieste dei cittadini, che potranno accedere ai contenuti da loro cercati in modo più semplice e con meno passaggi, grazie alla razionalizzazione e riduzione dei processi alla ba-se del nuovo sito. “Con una scrematura dell’uso di strumenti informatici-ha spiegato Giuseppe Taran-to, addetto alla Divisione Demand di Insiel- siamo passati da 600 a 430 procedimenti. Questo permet-terà più trasparenza e all’utente di poter arrivare allo stesso risultato attraverso diversi percorsi.”. Il vi-sitatore sarà al centro del nuovo portale e potrà scegliere autonomamente il percorso per raggiungere l’informazione cercata.
Essere una fonte di informazione è peraltro uno dei compiti che il Comune di Trieste si è deciso ad assolvere, come ha dichiarato Serena Tonel, assessore comunale alla Comunicazione e Innovazione, “Il sito vuole diventare punto di riferimento per dare informazioni provenienti dal Comune”. Grande spazio dunque alla comunicazione, attraverso due riquadri posti sotto la domanda iniziale, uno dedica-to alla diffusione di notizie attraverso comunicati stampa, l’altro-una colonna sulla sinistra- rinvia di-rettamente al profilo twitter comunale. “È stata finalmente realizzata-ha proseguito Tonel- una ristrut-turazione radicale del sito del Comune, non più, come in passato, una serie di accorgimenti tecnici li-mitati all’ambito da migliorare che finivano per accumularsi. Il nuovo portale è stato ripensato in base a semplificazione e rivisitazione”.
Le premesse alla base di www.comune.trieste.it sono state spiegate da Giuseppe Taranto, che ne ha seguito di persona la realizzazione “I cittadini usano sempre più il cellulare per collegarsi alle pagine web, perciò ci siamo orientati da subito sul “design responsivo”, cioè in grado di adeguarsi a tutti i di-spositivi elettronici” per permettere di collegarsi al sito tramite smartphone, tablet, computer o altri de-vice indifferentemente. “Il nuovo portale-ha proseguito Taranto-sotto la domanda in testa alla pagina “cosa stai cercando?” si dividerà in quattro aree: servizi, aree tematiche, amministrazione e una vasta area dedicata all’informazione, in cui la rete “Trieste Informa” resta un fiore all’occhiello. L’indicizzazione che ogni browser opera sulle pagine web farà il resto, permettendo di arrivare alla sezione del sito comunale desiderata direttamente dai risultati della ricerca web. Al momento non è completo, perché all’inizio del procedimento c’era un milione di dati da trasferire da retecivica.”. Ti-ziana Oselladore, TCD di TriesteCittàDigitale, ha approfondito “In sei mesi abbiamo trasferito il data-base di 12 anni dal vecchio sito del Comune di Trieste, ora il processo non è stato completato, ma questo è un lavoro che non può mai dirsi terminato perché i cittadini immetteranno continuamente nuovi dati.”. L’assessore Tonel però, sul finire della presentazione, ha voluto sottolineare che lo sguardo, quando si opera a favore della cittadinanza, non va rivolto esclusivamente all’innovazione “La digitalizzazione dell’amministrazione è importante, ma non bisogna trascurare chi, per motivi anagrafici o di altro tipo, non può accedere ai servizi online e quindi garantire la funzionalità dei ser-vizi tradizionali”.

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