22.02.2019 – 16.03 – Il castello di Miramare, gioiello non solo della città o della nazione, quanto genuinamente dell’intera Mitteleuropa, si “rifà il trucco”, senza però perdere la sua ultrasecolare identità. Smessi i polverosi abiti del secondo dopoguerra, il Castello diventa dinamico e al passo con i tempi, pur con un suo personale tocco “triestino”.
La prima novità della conferenza di oggi – “Updating Miramare” – è proprio il nuovo logo, presentato come simbolo di rilancio dell’identità di Miramare. A partire dal logo, cambieranno anche sito internet, cartellonistica, i gadget e la carta intestata. Una modernizzazione, dunque; a lungo rinviata.

“Un cambiamento doveroso – sottolinea la direttrice del Museo autonomo Andreina Contessa -, poiché un museo deve essere in grado di mettere costantemente in discussione il proprio modo di relazionarsi, adeguando i processi di comunicazione all’evoluzione della società e amplificando il valore che è in grado di generare per la collettività alla quale si rivolge”.
“Il dialogo che Miramare vuole attivare con il proprio pubblico – spiega la direttrice – è volto a fornire un contributo alla crescita culturale della comunità attraverso la creazione e la trasmissione del sistema di conoscenze di cui dispone, in modo chiaro e comprensibile che corrisponda però al rinnovamento della sua missione e della sua proposta culturale. Al contempo Miramare deve mantenere il riferimento al passato glorioso e romantico che ne caratterizza la percezione nell’immaginario di tutti coloro che lo amano”.
La nuova identità visiva del Museo storico e parco del Castello di Miramare, progettata dello studio Migliore+Servetto Architects, quindi, è una sintesi di questi valori: propone una rinnovata attitudine verso l’esterno e verso il pubblico, mantiene un forte legame con la tradizione e l’iconografia storicamente presente nell’ottocentesca dimora, ma si apre verso l’esterno ancorandosi ai moderni stilemi della comunicazione, i cui tratti costitutivi più evidenti sono il dinamismo e il cambiamento.
Il vero cambio di paradigma consiste nel considerare il Castello, il Museo e il Parco non come entità separate, ma come un unico, grandioso ecosistema museale, a sua volta connesso in un entroterra tedesco e slavo dal quale non può essere separato. Verranno pertanto restaurate diverse sezioni del Parco, risanate intere aree botaniche, rimessi a nuovo gli interni e reso accessibile ai diversamente abili il Parco e il Castello.
“Vorrei accogliere i visitatori al Museo storico e al parco del castello – spiega la direttrice Andreina Contessa – con una lettera di benvenuto che illustri tutte le opportunità che qui si possono cogliere e il modo migliore per fruirne nel rispetto degli arredi, dell’equilibrio biologico e della tradizione storica di questo luogo. L’ospite sarà quindi accolto in questo modo positivo, piuttosto che da una lista di prescrizioni che, in genere, indicano solo cosa non si può fare in un luogo pubblico”.


