Nuovo Codice del Contromano. Le biciclette e la strada: impatto imminente.

11.02.2019 – 16.35 – “Nuovo codice della strada, le bici potranno andare contromano”. La notizia è su tutti i giornali: “È una vera rivoluzione”. I protagonisti delle due ruote senza motore potranno andare contromano nei centri abitati, “indipendentemente dalla larghezza della carreggiata e della massa dei veicoli autorizzati al traffico”, acquisendo anche in virtù delle nuove leggi la possibilità di pedalare nelle corsie riservate solo ai taxi e gli autobus. Con ancora un bonus: sistemare le bici sui marciapiedi, all’interno delle zone pedonali, dentro e fuori le aree adibite dal Comune. E precedenza ai semafori. Il disegno Movimento 5 Stelle-Lega non dimentica, naturalmente, gli Skateboard e gli utilissimi monopattini: si discute sui dettagli tecnici. Il monopattino potrà circolare solo in pista ciclabile o anche contromano sulla corsia dei taxi? È presto per dirlo.

Le misure, portate avanti da Movimento 5 Stelle e dalla Lega, sono una novità, solo per modo di dire, per almeno due motivi: il primo, l’esistenza di normative simili già in diversi paesi europei come Belgio e Olanda. Il secondo, la presenza di una situazione di fatto, di ogni giorno, già esistente da tanto, e che fotografa la constatazione che il Codice della Strada – quale che sia – per il ciclista urbano locale è un’opinione, non una legge. Contromano, si va già. Sulle strisce pedonali e di gran corsa, si va già. Oltre il rosso saltando da un marciapiede all’altro, si va già. Paragonare alla realtà delle città italiane quella di un paese come l’Olanda – e, magari, di una città come Amsterdam – risulta molto difficile, specie di fronte alla vista di sconsolate mezze piste ciclabili (inesistenti in centro città come quello di Trieste) con inizio e fine nel nulla, diventate passeggiate laterali per gli amici a quattro zampe, con il ciclista invece ben saldo in mezzo alla carreggiata, in prima posizione di fronte ai camion. La ‘doppia linea’ olandese per le biciclette di cui si parla non è una striscia gialla triestina, ormai sbiadita, dipinta per terra, fra Viale Miramare e Barcola, ma una vera e propria sezione attigua al marciapiede realizzata a quello scopo e pavimentata opportunamente, e spesso rialzata e difesa; così in Germania, così in Ungheria.

Secondo gli studi dei ricercatori, la proposta non comporterebbe un aumento dei rischi per incidenti stradali, ma consente un maggior controllo di spazi e distanze. Il come farebbe a permettere questo va capito meglio. Da chi guarda i ciclisti dall’interno dell’auto, o dal marciapiede su cui sta passeggiando, arrivano commenti diversi. Movimento 5 Stelle e Lega prevedono che l’ordinanza finale spetti al sindaco.

Una considerazione finale che certamente i legislatori non trascureranno: una bicicletta con pedalata assistita può raggiungere velocità fra i 30 e i 40 chilometri l’ora, senza troppo sforzo, e pesare con facilità 20 chilogrammi. Con in più, a bordo, i 60 chilogrammi, almeno, del pedalatore. 80 chilogrammi, a 35 all’ora, contromano. 4000 joule di energia. 400 chilogrammi di forza per metro in caso d’impatto frontale. Tutto può succedere. Il numero di ciclisti vittime fatali di incidenti sta crescendo anno dopo anno anche senza il contromano.

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