Crocifissi e stranieri nelle classi, USB: “Giù le mani dalla scuola!”, CGIL: “Scelta inquietante”, M5S: “Voto contrario”

10.11.2018 – 10.25 – L’Unione Sindacale di Base USB ha criticato fortemente il nuovo regolamento per le scuole dell’infanzia comunali, definendolo “uno strumento di speculazione politica, sulle pelle dell’utenza e delle lavoratrici”.

Mascherato come “opera di ordinaria revisione della materia”, il documento prevede una “prescrizione della quota del 30% di bambine/i non di cittadinanza italiana per sezione”, escludendo di fatto una larga parte dei bambini stranieri. La misura, definita dall’USB “discriminatoria“, si presenta poi congiunta con l’insegnamento della religione cattolica, presentata come fondamentale per l’attività formativa, con obbligatorietà del crocefisso in ogni aula e introduzione del meccanismo del silenzio-assenso per quanti non si esprimono sulla scelta di avvalersi o meno di questo insegnamento, dimenticandosene o senza porvi troppa attenzione.

Oltre all’argomento “culturale”, il documento danneggia il servizio e l’organizzazione del personale, andando a porsi in contrasto con contratti e normativa vigente: scomparsa ogni garanzia di avere insegnanti di sostegno, come invece previsto dalla legge, così come il ricambio di personale e maestri per le assenze e le compresenze.

L’USB chiede che si dia piuttosto risposta alle esigenze del servizio pubblico, inascoltate da anni: organici adeguati, garanzia del personale insegnante di sostegno, sostituzioni tempestive delle assenze, dotazioni adeguate di materiali, re-internalizzazione dei servizi appaltati, garanzia di mediatori culturali laddove necessario, analisi delle situazioni territoriali ed attivazione di eventuali progetti specifici di integrazione.

La CGIL FVG ha anch’essa ribadito un assoluto NO al regolamento comunale, osservando come sia una costruzione esclusivamente politica, sulla scia del sì al corteo di Casapound e aggravata dagli “assurdi e inutili diktat sul crocefisso nelle aule e sull’insegnamento della religione cattolica”.

Il segretario della CGIL FVG Villiam Pezzetta, dal congresso regionale di Zugliano, definisce la scelta “senza alcun tipo di giustificazione né nella situazione triestina né nella realtà specifica delle scuole dell’infanzia, dove la presenza di bambini stranieri non è mai stata e non è un ostacolo alle attività didattiche, ma anzi uno strumento di integrazione”.

“È inquietante che questo avvenga a Trieste, dopo le reazioni sollevate dal caso Monfalcone e su proposta di quella stessa maggioranza che ha scelto di autorizzare il corteo neofascista di Casapound. La CGIL si batterà con tutte le sue forze perché questa scelta non passi, e fa appello fin d’ora a tutte le forze presenti in Consiglio comunale, comprese quelle di centrodestra, perché boccino questa misura, che stride pesantemente non solo con i principi della nostra Costituzione, ma anche con la tradizione e la vocazione multietnica di una città come Trieste, ribadite con forza dalle migliaia di cittadini che hanno partecipato alla manifestazione antifascista e antirazzista del 3 novembre”.

Il Movimento 5 Stelle di Trieste si è unito alla protesta, definendo il nuovo regolamento una presa di posizione “ideologica a fini politici e propagandistici”. Il regolamento si richiama alla Costituzione e alla Convenzione ONU per i diritti del fanciullo nel primo articolo, ma paradossalmente procede poi a inserire l’insegnamento della religione cattolica. La scelta inoltre di di ridurre la quota dal 40 al 30% di bambini con cittadinanza diversa da quella italiana nella formazione delle classi è disgiunta da qualsiasi strumento per integrarli poi nella classe.

Scompare inoltre l’obbligo di conoscere lo sloveno per il personale assurdamente proprio delle sezioni di lingua slovena, così come viene reintrodotto il grembiulino, eliminato il percorso di accoglienza per le nuove famiglie iscritte alla scuola e introdotta una “quota di contribuzione” o tariffa di iscrizione annuale, ulteriore peso per le famiglie in difficoltà.

Il Movimento 5 Stelle voterà per queste ragioni contro la delibera.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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