Tutti crazy per la Barcolana

08.10.2018 – 23.00 – Impossibile non parlarne: è sulla bocca di tutti, chi per osannare chi per denigrare ma comunque sulla bocca di tutti. Complice il numero dei partecipanti? Sbanderiamolo pure ai quattro venti che si tratta di una competizione unica al mondo con i suoi duemila iscritti, le centinaia di manifestazioni e i suoi innumerevoli sponsor. La città famosa per i “no se pol” (non si può) ha dimostrato che quando vuole si può. Eccome se si può.

E la gente scende in piazza, si ritrova insieme, fa festa. Un po’ come nel passato quando ci si radunava nelle piazze per parlare, giocare, socializzare. Oggi questo è sempre più difficile: siamo troppo impegnati, troppo di corsa, fagocitati da mille impegni più o meno reali, e non c’è tempo per le relazioni, se non per quelle toccata e fuga.

Una festa che mette a tacere tutti i dissapori sul manifesto della Barcolana che prima scompare e poi riappare (un po’ come le accuse a Ronaldo, improvvisamente sparite nel nulla) forse perché è vero che siamo tutti nella stessa barca. Anzi no, mi correggo perché non tutti hanno una barca.

Ma non perdiamoci in quisquilie. Che festa sia. E per tutti.

Sono previste frotte di turisti che andranno ad animare non solo le rive ma un po’ tutta la città, che per l’occasione si è vestita a festa. Avete avuto modo di ammirare tutte le bandierine esposte alle finestre dei palazzi delle Rive? Un tripudio di colori. C’è di che esserne fieri. Puro orgoglio tergestino o triestino che dir si voglia che trasuda ovunque.

Certo non manca il coro degli asociali, quelli a cui la regata non interessa, quelli che pensano che sia un evento da cancellare, quelli che non sopportano la folla e che non vedono l’ora che il circo finisca. Ma quelli ci saranno sempre.

Proprio per tutti quelli che non ci pensano nemmeno ad accalcarsi come tutti gli altri per assistere al via della Barcolana, solo a loro dedico questa poesia di Giuseppe Colli, nella speranza di raddolcire, almeno un po’, gli animi.

La barca a vela, di Giuseppe Colli

Solca il mare
la barca
a vela,
come il vomere
la terra,
e la variopinta tela
gonfia
di vento,
si piega
ad ogni soffio
più violento
quasi volesse fuggire,
volare lontano,
come un solitario gabbiano.

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