CULTURA Su il sipario venerdì 11 ottobre: primo a solcare la scena il celebre maestro Gianluigi Gelmetti

9.10.2013 | 15.46 – Il teatro “Verdi” di Trieste è in crisi così come è in crisi l’intero comparto della cultura nel nostro paese. A poco servono le polemiche sui quotidiani locali. Le responsabilità della crisi culturale italiana sono di tutti noi.
In un paese dove la cultura, a cominciare dalla scuola pubblica, è divenuta negli anni una questione secondaria, il declino è inevitabile. Se non si investe in conoscenza e arte, in Italia in particolare, dove oltre a pizza e spaghetti (e non più griffe, dato che ora si produce tutto all’estero) si esporta cultura, allora non resta che rassegnarci al modello che è ormai diventato l’italiano medio: l’ultimo iphone, automobile suv da parcheggiare in seconda o terza fila o sul posto riservato ai disabili, indecifrabili tatuaggi a caratteri asiatici, aperitivi arancioni e tv spazzatura.
Se siamo arrivati a questo è anche colpa nostra. Non siamo scesi in piazza indignati quando sono iniziati gli inesorabili tagli alla cultura, ed al comparto teatrale in particolare, abbiamo tollerato una politica di sprechi e corruzione fintanto che non veniva ad intaccare il nostro orticello. E ora c’è chi si lamenta perchè le produzioni del teatro “Verdi” sono troppo poche.
Nonostante i tagli, il budget ridotto all’osso e gli sforzi per tenere comunque compatta la squadra del “Verdi” evitando ulteriori tagli al personale, il nostro teatro lirico propone, a cominciare da venerdì 11 ottobre, una prestigiosa stagione sinfonica con tanti titoli importanti, nomi illustri, ma anche tante composizioni inedite e rare.
Perché il “Verdi” crede nel buon gusto del pubblico triestino e nonostante le difficoltà non scende a compromessi qualitativi quando si tratta di selezionare gli artisti che calcano il suo palcoscenico. È quindi questo il momento per tutti noi di dimostrare di voler sostenere la cultura e i nostri teatri.
Un biglietto per la stagione sinfonica costa poco più di una pizza e una birra nel ristorante vicino casa, ma le emozioni di una composizione eseguita dal vivo, con l’orchestra, il coro, i solisti, i maestri di fama internazionale che si sbracciano davanti a voi, un salotto di rara bellezza qual’è il teatro “Verdi”, il piacere di tirare fuori i nostri abiti eleganti, di scambiare opinioni su questa o quella esecuzione, di sentirsi parte di una creazione artistica unica e irripetibile, ebbene, tutto questo non ha prezzo.
E tra i rari e gli inediti il sovrintendente Orazi ha deciso di inaugurare la stagione proprio con una composizione del celebre maestro Gianluigi Gelmetti, a cui è stata affidata anche la direzione del concerto: “Prasanta Atma”, composta in memoria di Sergiu Celibidache, di cui Gelmetti è stato allievo. A seguire “Il Titano” di Gustav Mahler.
Spazio anche a composizioni più celebri e assolutamente da non perdere, come il “Concerto per violino e orchestra op.35” di Cajkovskij, con la bella violinista solista Francesca Dego per la direzione di Donato Renzetti, o la meravigliosa “Messa da Requiem” di Verdi, sempre diretta da Gelmetti, che concluderà l’anno 2013.
Tra i nove concerti della stagione sinfonica da segnalare anche la presenza del maestro giapponese Hirofumi Yoshida che dirige nel secondo appuntamento la “Messa in do minore per soli, orchestra e coro op. 147” di Robert Schumann con il soprano Angela Nisi, e la “Prima sinfonia op.68” di Johannes Brahms. Tra gli inediti l’opera prima del pordenonese Cristian Carrara “Ondanomala, Vajont, 9 ottobre 1963” presentata nel 50esimo anniversario del tragico evento.
Alessandra Ressa
Riproduzione_Riservata


