Bacche velenose scambiate per mirtilli. Famiglia all’ospedale

bacche di Atropa Belladonna
bacche di Atropa Belladonna

19.8.15 | 17.00 – Avevano scambiato delle bacche di Atropa Belladonna per mirtilli.
Brutta avventura per i componenti di un gruppo familiare di 5 persone che due giorni fa, ha consumato alcune bacche raccolte nei dintorni di Avasinis.

I gravi sintomi intevenuti dopo l’ingestione dei frutti avevano indotto la famiglia a richiedere l’assistenza del 118.
I medici dell’ospedale di Cattinara, hanno presto capito che la sintomatologia era riconducibile ad un’intossicazione da “Belladonna”, una pianta velenosa conosciuta fin dall’antichità ed utilizzata prima come veleno per le frecce e poi per le sue proprietà analgesiche.

La Belladonna è anche la più conosciuta fra le cosiddette “piante delle streghe”, l’intossicazione è infatti caratterizzata da allucinazioni e disordini psicomotori che si manifestano con movimenti stereotipi di danza, risa, pianto ed urla.
Alla fase eccitatoria seguono tutti i classici sintomi dell’avvelenamento muscarinico, quali dilatazione delle pupille, secchezza delle fauci, rossore cutaneo, disturbi cardio-circolatori con accelerazione del polso ed infine paralisi respiratoria.

Ora, dopo le terapie del caso, tutti i membri della famiglia sono stati dimessi dall’ospedale ad eccezione di un uomo di 50 anni, ex calciatore che ha militato nelle file della triestina, dell’Udinese e dell’Inter, le cui condizioni avevano richiesto il ricovero in terapia intensiva.
Visto il miglioramento dello suo stato fisico, l’uomo è stato trasferito in Medicina d’Urgenza, reparto dove inizialmente era stato accolto assieme ad altri due familiari.

Il nome “Belladonna” fa riferimento all’uso cosmetico della pianta nel Rinascimento, quando il suo succo, contenente atropina, era utilizzato per dilatare la pupilla e rendere più attraente lo sguardo delle dame.

In omeopatia la Belladonna viene usata per il trattamento dell’emicrania.

TB
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