Serrata sulle notti dell’Ausonia, l’organizzazione: “perdita di decine di migliaia di euro”

Un'immagine della conferenza stampa di questa mattina)
Un’immagine della conferenza stampa di questa mattina)

05.08.2015 | 21.30 – Una perdita che si aggira intorno ai 50.000 euro.

Questa la stima del danno economico avanzata stamane durante la conferenza stampa organizzata presso il noto stabilimento balneare dal Consorzio Ausonia, la Cooperativa sociale “Confini” e da Anubi srl.

Facile capire il motivo che ha spinto i promotori della conferenza stampa odierna, svoltasi sulla suggestiva terrazza sul mare del noto Bagno triestino, ovvero il provvedimento di sospensione per 15 giorni (a partire dal 1 agosto) della licenza per l’intrattenimento notturno disposto dalla Questura di Trieste.

E allora, dopo aver fatto un rapido riassunto dei fatti spiacevoli che avrebbero “scatenato” il provvedimento, a partire dall’aggressione, di circa tre settimane fa, ai danni di un ragazzo, fino all’ultimo episodio del 31 luglio (un principio di rissa subito sedata dal personale della sicurezza) -nel video la spiegazione del fatto- i promotori dell’incontro odierno hanno voluto mettere al centro della discussione soprattutto le cifre che meglio riescono a chiarire cosa sia “Ausonia”: 55.000 gli euro spesi nel corso del 2014 per la sola attività di sicurezza, 10.000 quelli spesi solo durante il mese di luglio.
Sono da 10 anni poi che, all’interno di “Ausonia”, si organizzano eventi di intrattenimento serale e notturno, con ottimi risultati in termini di affluenza e di ricavi.

Cosa comporterà allora questo stop obbligato di 15 giorni in un momento decisivo della stagione balneare triestina? E’ su questo aspetto che si concentrano allora le polemiche: la società Anubi (numerosi e “agguerriti” i dipendenti della società che si occupa dell’organizzazione degli eventi serali all’Ausonia e presenti alla conferenza stampa) rischia la chiusura delle attività, con la conseguente perdita del lavoro sia per i dipendenti della stessa che per i lavoratori della cooperativa Confini direttamente impiegati a sostegno delle attività serali.

Oltre a ciò, bisogna poi mettere anche in conto gli altri soggetti che subiranno – sempre secondo gli organizzatori della “protesta” – danno a causa dei mancati introiti: oltre lo Stato (per IVA e SIAE), gli artisti e promoter e tutti i lavoratori dell’indotto, tra i quali i fornitori delle merci fino ad arrivare ai taxisti che riportano i ragazzi a casa.
Insomma, la stima totale della perdita sarebbe, come già sottolineato, intorno ai 50.000 euro.

Un ultimo punto a favore della ripresa immediata delle attività di intrattenimento notturno dello stabilimento triestino riguarda l’importanza del progetto Ausonia: «un’opera ambiziosa per restituire, nel tempo, alla città un luogo particolarmente significativo della sua storia».
Uno sguardo va allora al futuro: “Ausonia” si propone di riqualificare e rinnovare le sue proposte in tema di balneazione, potenziare l’offerta della ristorazione e promuovere iniziative in campo ambientale, culturale, sportivo e molto altro.

Consapevoli delle sfide da sostenere (come trovare le risorse finanziarie per risanare la struttura dello stabilimento, ad esempio) gli organizzatori dell’evento hanno alla fine voluto sottolineare la loro apertura a un confronto con tutti, su idee e proposte di ogni genere, con la ferma convinzione che «Ausonia non è una minaccia per la città ma è un luogo amico della stessa».

Nel frattempo, hanno detto gli organizzatori, abbiamo presentato un ricorso al Prefetto contro il provvedimento e siamo disposti ad arrivare fino al Tar.

Nessun commento è arrivato, a tal proposito, dalla Questura.

Alexandra Del Bianco

Ultime notizie

Dello stesso autore