17 luglio 2026 – ore 11:30 – Il turismo estero continua a spingere i consumi, in Italia così come in Friuli Venezia Giulia: è quanto emerge dalle stime condotte da CST – Centro Studi Turistici di Firenze per Confesercenti e pubblicate lo scorso 11 luglio. I dati Banca d’Italia analizzati da CST testimoniano un trend in costante crescita: nel 2025, la spesa complessiva dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese ha superato i 56,7 miliardi di euro, in aumento di 2,5 miliardi rispetto al 2024 (+4,6%). Questo andamento positivo è destinato a proseguire anche nel 2026: si prevede che la spesa complessiva raggiungerà quest’anno i 58,9 miliardi di euro, registrando un incremento del 3,9% pari a 2,2 miliardi in più rispetto all’anno precedente. In Italia, i turisti stranieri spendono soprattutto per l’ospitalità (45,2%), la ristorazione (23%) e gli acquisti di beni presso la rete commerciale (15,2%). Chiudono la classifica le uscite per trasporto interno (9,5%) e gli altri servizi (7,2%), categoria nella quale rientrano visite guidate, escursioni, ingressi ai musei, concerti, esperienze personalizzate e servizi di benessere.
Rispetto ai trend registrati nelle altre regioni italiane, il Friuli Venezia Giulia presenta una struttura di spesa unica nel suo genere: curiosamente, i turisti stranieri ospiti in FVG spendono più per lo shopping (36,5%) che per l’alloggio (27,2%). Il dato potrebbe essere spiegato da diversi fattori: in parte incidono i costi di hotel e alloggi che, paragonati ad altre realtà italiane, risultano mediamente più contenuti. In parte, la vicinanza con Austria, Slovenia e Croazia potrebbe favorire un turismo di prossimità e soggiorni brevi, con una minore incidenza delle spese di pernottamento. A ciò si aggiunge il turismo crocieristico, che nel 2025 ha portato a Trieste oltre 455 mila passeggeri, molti dei quali si sono fermati in città solo poche ore, verosimilmente destinando una parte significativa del proprio budget a shopping, ristorazione e servizi, piuttosto che al pernottamento.
“Il turismo internazionale si conferma un motore economico insostituibile per il nostro Paese, con ricadute positive non solo sulle imprese dell’alloggio, ma anche della ristorazione, del commercio e dei servizi”, dichiara il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi. Il report di CST richiama però l’attenzione su un nodo da non sottovalutare: quasi il 56% della spesa complessiva si concentra in quattro regioni – Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana. Il problema che ne consegue è duplice: “da una parte, il rischio di sovraffollamento e perdita di vivibilità nelle mete più visibili; dall’altra, territori con un enorme potenziale turistico, enogastronomico e culturale che restano ai margini della crescita” spiega Gronchi, sottolineando la necessità di una strategia nazionale capace di distribuire meglio i flussi turistici, valorizzando al tempo stesso le destinazioni meno battute. Per Confesercenti, la sfida dei prossimi anni sarà dunque quella di governare lo sviluppo del turismo attraverso una maggiore collaborazione tra Stato, Regioni e Comuni, puntando sulla destagionalizzazione, sul potenziamento delle infrastrutture nelle aree interne e su incentivi per le imprese che investono nei territori meno conosciuti, così da trasformare la crescita del settore in un’opportunità diffusa per l’intero Paese.
Articolo di Benedetta Marchetti


