15 luglio 2026 – ore 11:50 – L’edizione speciale del numero 3686 di Topolino ha fatto la sua comparsa questa mattina nelle edicole di quattro regioni italiane: in Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Umbria e Molise, gli amanti dell’iconico fumetto leggeranno “Zio Paperone e la giornata piena” rispettivamente in friulano, potentino, perugino e campobassano. La storia, scritta da Augusto Macchetto con i disegni di Giampaolo Soldati, è stata adattata nelle quattro varianti linguistiche locali da un team di esperti: i professori Federico Vicario (friulano), Potito Paccione (potentino), Giulio Vaccaro (perugino) e Antonietta Marra (campobassano) sono stati coordinati da Riccardo Regis, professore ordinario di Linguistica italiana dell’Università di Torino, nonché esperto di dialettologia italiana. Alla pubblicazione odierna è dedicata una copertina speciale realizzata da Andrea Freccero, con protagonisti Qui, Quo e Qua.
Il progetto parte dalla volontà dell’editore Panini di dare voce a diverse lingue e parlate locali. Il Friuli Venezia Giulia non è nuovo a questo genere di operazioni linguistiche: “C’è una tradizione piuttosto consolidata” spiega Federico Vicario, Professore associato di Glottologia e linguistica all’Università di Udine. “Già trent’anni fa s’iniziavano a vedere diverse traduzioni di fumetti diffusi e conosciuti a livello nazionale, come la Pimpa e Lupo Alberto.” Le versioni in lingua friulana di opere di narrativa per l’infanzia non sono quindi una novità: in ogni caso, un Topolino in friulano non si era mai visto prima di oggi.
Tradurre Topolino nelle diverse varianti linguistiche non è stato semplice come si potrebbe credere: in genere, le parlate locali non dispongono di una norma grafica codificata, rendendo più complessa la stesura del testo. “Il friulano parte con un grosso vantaggio rispetto agli altri”, puntualizza Vicario. “Al di là dell’entità della comunità dei parlanti, la lingua friulana può contare su una consolidata tradizione non soltanto letteraria ma anche grafica”, spiega il professore. “Confrontando la mia esperienza con quella dei colleghi, ho constatato che il mio lavoro è stato relativamente più agevole.” L’obiettivo della traduzione di Topolino era quello di rappresentare l’uso vivo e quotidiano della lingua o del dialetto scelto, attraverso le battute brevi e colloquiali caratteristiche del fumetto. I testi tradotti sono stati quindi sottoposti ai relatori della Panini, che hanno suggerito eventuali aggiustamenti per alleggerire i passaggi meno scorrevoli.
Che valore ha, quindi, la traduzione di un fumetto amato come Topolino? “Si tratta di un importante strumento di sostegno e di normalizzazione dell’uso delle varianti regionali”, spiega Vicario. “Per altre parlate dialettali italiane, un’operazione di questo genere è più unica che rara”. Al contrario, in Friuli Venezia Giulia esiste già una consuetudine e una continuità nella produzione di materiali in lingua friulana: “Questa lingua è presente anche nelle scuole”, sottolinea Vicario, “e i bambini di oggi sono molto più esposti a ricevere materiali in friulano rispetto a quelli di una o due generazioni fa”. La traduzione di Topolino s’inserisce quindi in un più ampio filone di valorizzazione della lingua friulana, che naturalmente non si limita alla narrativa per l’infanzia, né al contesto scolastico. Il professor Vicario auspica dunque un impegno sempre crescente sul fronte della continuità: “Il singolo episodio di Topolino stimola sicuramente la curiosità: a fare la differenza, però, sarà un impegno costante nel tempo per la promozione del friulano”.
Articolo di Benedetta Marchetti


