14 luglio 2026 – ore 11:00 – Il Friuli Venezia Giulia torna a ospitare una produzione cinematografica italiana: in questi giorni infatti torna a mettere piede sul suolo regionale Daniele Luchetti, già regista della serie Rai Prima di noi, uscita a gennaio 2026. Le riprese del suo nuovo film Dove non mi hai portata, tratto dall’omonimo romanzo di Maria Grazia Calandrone – finalista al Premio Strega 2023 e pubblicato da Giulio Einaudi Editore – sono state avviate il 22 giugno e faranno tappa in FVG tra il 13 e il 17 luglio. La fine dei lavori è prevista per il 5 agosto, dopo aver attraversato Roma, Milano, l’Abruzzo, Torviscosa (UD) e Gorizia.
Secondo quanto riportato dal magazine online La Nouvelle Vague, il set regionale ha iniziato le riprese ieri, nelcentro storico di Gorizia e da domani si sposterà a Torviscosa, concentrandosi sullo stabilimento industriale del Gruppo Bracco, il bar del paese, la scuola primaria “Marinotti” e l’ex scuola del Villaggio Roma, trasformati per ricreare la Milano del boom economico degli anni Sessanta. Queste ambientazioni potrebbero risultare particolarmente suggestive per via dell’urbanistica di Torviscosa, che ben conserva edifici risalenti agli anni ’30 e ’40. Nata come città-fabbrica attorno alla produzione della SNIA Viscosa, conserva quartieri operai, abitazioni per tecnici e dirigenti, strutture industriali in mattoni rossi, edifici pubblici e ampi spazi progettati secondo i canoni architettonici del periodo fascista. Questi luoghi restituiscono immediatamente la sensazione di un’epoca precisa, pur mantenendo una dimensione quasi sospesa – forse per via della tranquillità in cui è immerso il paese – caratteristica che lo rende adatti a immergere la narrazione nell’Italia degli anni Sessanta senza ricorrere a ricostruzioni artificiali troppo evidenti.
Nel cast figurano Tecla Insolia, Margherita Buy, Alessandro Preziosi, Marcello Fonte, Nicola Rignanese, Sara Ciocca, Chiara Bersani e Francesca De Sapio. I personaggi si muovono attorno alle vicende di Maria Grazia, scrittrice che decide di andare in cerca delle proprie radici e di ricostruire la vita di Lucia, sua madre biologica. La vicenda si alterna tra il presente e il passato, da quando, nel 1965, una bambina di pochi mesi venne trovata sola a Villa Borghese, abbandonata su una coperta a quadretti accanto a un cespuglio. Il film intreccia la ricerca personale attraverso ricordi, documenti, silenzi e segreti familiari: Maria Grazia ripercorre il tentativo della madre di conquistare una vita diversa, un amore libero e una possibilità di felicità in una società che sembrava negarle ogni scelta; mentre allo spettatore lascia un’ampia riflessione sulla maternità e sull’identità.
Il film è prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango, in coproduzione con la società spagnola BTeam Prods e Vision Distribution, la quale curerà anche l’uscita nelle sale italiane e, insieme a Fandango Sales, la distribuzione internazionale; con eccezione per il territorio francese, che sarà seguito in esclusiva da Fandango Sales. Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Luchetti, Laura Paolucci e Francesco Piccolo; la fotografia è di Ivan Casalgrandi, il montaggio di Aël Dallier Vega, la scenografia di Mauro Vanzati e i costumi di Massimo CantiniParrini. Il progetto ha ricevuto il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.
Articolo di Agata Cragnolin


