Maturità, smantellato il gruppo delle “soluzioni”: nei guai una 22enne a Trieste VIDEO

7 luglio 2026 – ore 11:30 – La Polizia di Stato ha denunciato una ventiduenne residente in provincia di Messina, ritenuta responsabile della diffusione illecita di elaborati destinati all’Esame di Stato 2026. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trieste, ha portato all’esecuzione di una perquisizione e all’oscuramento di un gruppo social utilizzato per condividere materiale relativo alle prove di maturità. L’attività investigativa è stata condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Friuli Venezia Giulia, che aveva intensificato il monitoraggio della rete in concomitanza con gli esami di maturità, allo scopo di individuare canali e piattaforme impiegati per la diffusione illecita di tracce, elaborati e soluzioni destinate ai candidati. Due giorni prima dell’inizio delle prove scritte, gli investigatori hanno individuato il gruppo social “Maturità 2026”, composto da circa 2.750 iscritti e organizzato in sezioni dedicate ai diversi indirizzi scolastici, all’interno del quale venivano condivisi materiali e informazioni ritenuti utili per affrontare gli esami. Gli approfondimenti tecnici hanno consentito di risalire al profilo che amministrava il gruppo, associato a un’utenza telefonica formalmente intestata a un giovane residente nel Messinese. Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Trieste ha disposto una perquisizione, eseguita dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Friuli Venezia Giulia con il supporto della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Messina.

Nel corso dell’attività, gli operatori hanno accertato che numerosi utenti stavano condividendo le soluzioni della seconda prova di diversi indirizzi di studio, raccolte e organizzate dall’amministratrice del gruppo in specifiche sezioni della piattaforma di messaggistica. L’operazione si è conclusa con l’inibizione del gruppo, impedendone l’ulteriore utilizzo da parte dei circa 2.750 iscritti, e con il deferimento in stato di libertà della ventiduenne per la presunta violazione dell’articolo 2, comma 2, della legge 19 aprile 1925, n. 475. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagata dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.

Articolo di Francesco Viviani

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