4 luglio 2026 – ore 07:30 – Alla vigilia del 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha tenuto un discorso di circa mezz’ora sul monte Rushmore, rilanciando la dottrina dell’eccezionalismo americano: di seguito una sintesi dei passaggi salienti dell’intervento di ieri sera, mentre continueranno per l’intera giornata odierna le celebrazioni, in quello che Trump ha definito “uno dei giorni più straordinari nella storia del mondo”. “L’identità di una nazione è il suo destino”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti: “E l’America ha un destino senza pari, perché siamo un popolo come nessun altro. Qui il Vecchio Mondo ha inviato i suoi uomini e donne più coraggiosi, audaci e resilienti; i più tenaci, fedeli e amanti della libertà. Hanno portato con sé valori, tradizioni e costumi tramandati per secoli in Gran Bretagna e che affondano le loro radici ancora ancora più indietro, fino ad Atene, Gerusalemme e Roma. Gli Stati Uniti d’America sono dove la più grande civiltà della storia umana è diventata ancora più grande. Gli americani non si sono inchinati davanti a un re o a un governo ma si sono inginocchiati soltanto davanti a Dio Onnipotente. Queste erano le persone che fondarono la nostra Repubblica, questi i patrioti che combatterono per l’indipendenza, lo spirito che reclamava la libertà”.
“Ma negli ultimi anni c’è stato un innegabile tentativo di cambiare questo carattere eccezionale, soffocare lo spirito americano in noi, alienarci dalla nostra storia e rendere impossibile persino rispondere alla domanda: che cosa significa essere americani?”, ha continuato Trump: “Sopra ogni cosa, gli americani amano la libertà. In America non abbiamo bisogno del permesso di nessuno per dire ciò che pensiamo, vivere come desideriamo, praticare la religione che scegliamo o detenere e portare armi. Per sei anni ho difeso, quasi da solo, il Secondo Emendamento (che sancisce il diritto dei cittadini statunitensi a portare armi, ndr) e continuerò a farlo. I nostri diritti ci sono stati dati dal Dio che ci ha creati e non devono essere violati. Gli americani credono nell’autosufficienza. Guardiamo al successo non con invidia, ma con ammirazione, e ce lo conquistiamo. Siamo un popolo incredibilmente buono, gentile e generoso, sempre pronto ad aiutare un amico o un vicino in difficoltà”.
E ancora: “Gli americani onorano l’eccellenza, ammirano l’audacia e rispettano l’ambizione. Siamo una nazione di sognatori, persone di fede, guerrieri, esploratori, uomini e donne d’azione, combattenti. In ogni campo dell’attività umana, gli americani vedono una sfida ancora aperta. Affidateci un compito che il mondo definisce impossibile e gli americani lo porteranno a termine. Consideriamo preziosi la giustizia, l’equità, la famiglia, l’onestà e la dignità umana. A differenza delle società fondate sulla classe sociale, sul clan o sulla tribù, vediamo ogni cittadino come un individuo, uguale davanti alla legge e uguale agli occhi del Signore. Combattiamo, combattiamo, combattiamo. E vinciamo, vinciamo, vinciamo. Questa è la nostra cultura, il nostro carattere. Non è necessario essere nati qui, ma è necessario amare ciò che abbiamo costruito qui. Non è mai esistito nulla di simile a noi, in nessun altro luogo della Terra, e non permetteremo a nessuno di portarcelo via”.
A partire dalla ferrovia, Trump ha poi elencato, talvolta in maniera enfatica, una serie di contributi apportati dal genio statunitense alla storia dello sviluppo umano soprattutto in ambito tecnologico-scientifico: “Noi siamo la nazione che ha sognato e creato il mondo moderno”. Ha chiosato con un affondo anti-comunista. “Una generazione dopo aver vinto la Guerra Fredda contro la minaccia del comunismo, assistiamo oggi a una sua rinascita nel nostro Paese, anche da parte di nuovi arrivati che abbracciano idee totalmente contrarie al nostro modo di vivere”, ha detto il presidente statunitense: “Non si tratta di semplici divergenze politiche, come quelle sulle tasse o sulle normative. Il comunismo rappresenta una minaccia mortale per la libertà americana, più della Prima guerra mondiale, della Seconda guerra mondiale, di Pearl Harbor o dell’11 settembre. La morale del comunismo ateo sostiene che qualsiasi mezzo sia giustificato pur di realizzare la disumana visione che propone. Nel secolo scorso ha provocato la morte di 100 milioni di persone; si fonda su furto, controllo, menzogna massa e omicidio di massa. Si può essere comunisti oppure patrioti. Non si può essere entrambe le cose”. Trump si è quindi impegnato a “sconfiggere il comunismo una volta per tutte” in America.
Articolo di Lilli Goriup


