Temporali, malori e incidenti in quota: sabato da incubo sulle montagne del Friuli Venezia Giulia

21 giugno 2026 – ore 10:30 – Tre interventi in poche ore, ieri, hanno impegnato il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia, insieme alla Guardia di Finanza, all’elisoccorso regionale e alla Sores, tra Chiusaforte, Forni Avoltri e Tarvisio. Il primo allarme è scattato intorno alle 15.30 a Chiusaforte, dove una escursionista slovena del 1949 si è procurata una distorsione a una caviglia lungo il sentiero tra il Rifugio Brazzà e la Cima di Terrarossa. La richiesta di aiuto è partita tramite l’app GeoResQ grazie alla segnalazione di un escursionista di passaggio. I soccorritori della stazione di Cave del Predil e della Guardia di Finanza hanno raggiunto la donna a piedi, l’hanno immobilizzata, imbarellata e accompagnata fino al punto in cui si trovava l’auto dei compagni di escursione, che l’hanno poi riaccompagnata in Slovenia. L’intervento si è concluso poco dopo le 17. Poco dopo le 16 è stato invece richiesto l’intervento della stazione di Forni Avoltri per un uomo di 62 anni colto da un malore, non grave, nei pressi del Lago di Volaia. L’elicottero dell’elisoccorso regionale, inizialmente ostacolato dalla scarsa visibilità, è riuscito a raggiungere la zona trovando un varco tra le nubi. L’equipaggio tecnico-sanitario ha raggiunto il paziente, che nel frattempo si era riparato all’interno del rifugio Volayerseehütte e aveva mostrato un lieve miglioramento, decidendo comunque il trasferimento all’ospedale di Udine per ulteriori accertamenti. Le operazioni si sono concluse poco prima delle 18.

L’ultimo intervento si è svolto tra le 19.20 e le 21.20 nella zona del Bivacco Gorizia, nel gruppo di Riobianco, sulle Alpi Giulie. Due rocciatrici slovene, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, hanno chiesto aiuto al Nue112 dopo essere state sorprese da un violento temporale nella parte finale della via Piemontese IVE, sulla Cima Piccola della Scala, a circa 2.000 metri di quota. La comunicazione si è interrotta prima che fosse possibile individuare con precisione la loro posizione e il tecnico di elisoccorso, calato inizialmente nei pressi del bivacco, non ha trovato nessuno. Poco dopo ha però udito le richieste di aiuto provenire dalla parete. La prima alpinista, che lamentava anche dolori a un ginocchio, è stata recuperata con il verricello insieme al tecnico e trasportata al campo base di Cave del Predil. Successivamente il velivolo è tornato sulla parete per recuperare la seconda donna, trasferita invece a Campoformido per esigenze operative, separando così temporaneamente le due compagne di cordata, che avevano previsto di trascorrere la notte al Bivacco Gorizia.

Articolo di Francesco Viviani

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