‘Settant’anni di storia’ Un’antologia per navigare nel mare bibliografico di Roberto Spazzali

20 giugno 2026 – ore 10:30 – Gli omaggi, i panegirici, i pamphlet concepiti come dono di amici e colleghi erano un tempo molto frequenti nelle pubblicazioni di mezzo secolo e più fa: raccolte di scritti ben auguranti per uno sposalizio (ad esempio Italo Svevo nel ‘nuptalia‘ per le nozze del maestro di scherma Angelini), saggi che omaggiavano i propri maestri, anniversari come i Giubilei (d’oro o meno). Poi, col tempo, l’usanza è andata scomparendo, se non nelle forme tutt’oggi frequenti dei convegni “dedicati a”. Si colloca pertanto controtendenza il saggio ‘Settant’anni di storia. Studi e parole per Roberto Spazzali‘, a cura di Luca G. Manenti e Daniela Picamus, dove ci si propone di omaggiare lo storico triestino con una miscellanea variegata di saggi e riflessioni. Inserito nella ‘Collana Adriatica‘, pubblicato dalla Biblion Edizioni, a spese della Lega Nazionale di Trieste, il saggio rappresenta una curiosa operazione, difficile da inquadrare.
È in primo luogo un saggio prettamente storico che omaggia a propria volta uno studioso della storia; e tuttavia le sue diverse sezioni variano molto in dimensioni, stile di scrittura e contenuti. Se l’opera fosse stata una raccolta di saggi – e il pensiero corre alla classica pubblicazione degli atti di un convegno – ‘Settant’anni di storia’ sarebbe stata facilmente codificabile. La diversità degli approcci, la cifratura degli stili e la diversità stessa dei temi concorrono invece a creare un libro meno incasellabile nelle solite etichette; e se a volte leggendo si ha l’impressione che l’autore, in quel punto, non avesse granché da scrivere, in altre occasioni tanta variabilità tonale diversifica e rinfresca la lettura. Probabilmente, sotto il profilo dell’organizzazione, appare vincente aver voluto coinvolgere anche scrittori e giornalisti, dando piena libertà di scrivere nella forma preferita: ci sono pertanto racconti, racconti (auto)biografici, lettere e, dall’altro, omaggi che hanno il sapore di una relazione dattilografata, brevi pensieri veloci, rievocazioni nostalgiche della Trieste anni Novanta.

Il battaglione dei saggi storici è il più nutrito, va da sé: ‘Il primo amerikano: fortune e sfortune di Wilson in Italia’ di Marco Cuzzi, l’argomento immancabile dell’esodo con ‘Verso una nuova vita’. L’esodo giuliano dalmata a Torino’ di Enrico Miletto e le vite di singoli triestini nel mare della storia con ‘Discorrendo di Marcello Labor’ con Giovanna Paolin e ‘Lo scrittore Carlo H. De’ Medici, anche patriota veneto giuliano’ di Daniela Picamus. Lo storico è anche un tecnico che sa come maneggiare gli archivi ed ecco pertanto ‘Gli archivi, le altre fonti e gli storici’ di Grazia Tatò e ‘Un’esperienza didattica sulla storia della scuola. L’esplorazione degli archivi del liceo Oberdan’ di Adriano Andri.
Spazzali ha lavorato anche come insegnante e pertanto si inserisce bene il saggio di Michele Stoppa, ‘Un manifesto propositivo per una didattica integrata delle discipline crono-spaziali nei Licei’ ed è (un po’ a sorpresa) tifoso della triestina, da cui l’interessante approfondimento di Andrea Vezzà, ‘Uno storico (e) tifoso rossoalabardato’.
La seconda parte della raccolta, non a caso intitolata ‘Parole’, affianca una successione di testi molto diversi l’uno dall’altro: Andrea Comisso e Pierluigi Sabatti propongono il primo un racconto un po’ ironico, un po’ irriverente nella ‘sua’ tradizione; il secondo a sorpresa un racconto molto secco e aguzzo, anche nello stile depurato di eccessi; appartengono invece alla categoria dei ricordi i testi di Piero Delbello, Enrico Samer e Paolo Sardos Albertini. Molto interessante, tra i tre, la rievocazione della Trieste del 1990 di Delbello, con toni affumicati nel ricordo. L’omaggio di Pietro Spirito è invece denso di citazioni, quasi più saggio che ‘Parole’, mentre rientrano nella categoria riepilogativa, afferente alla cornice museale, i testi di Krekic per la Risiera di San Sabba e dell’Alzetta per il teatro, sebbene con occasionali osservazioni psicologiche. L’omaggio breve, ma molto intenso di Anna Vinci è tra gli ultimi interventi, prima di una carrellata di testi teatrali.

Uno dei maggiori pregi del saggio consiste nell’ampio spazio riservato alla produzione libraria di Spazzali; vien voglia di recuperare testi altrimenti passati in sordina od ormai fuori dagli scaffali delle librerie. La parte del leone viene svolta in tal senso da Luca Manenti nel primo saggio dove si ripercorre, con piglio certosino, la bibliografia: l’approccio è per argomento (risorgimento, irredentismo, biografie, fascismo e resistenza, foibe), ma senza seguire un andamento cronologico. Pertanto il lettore a volte scopre un testo del 1999 affiancato a un saggio del 2013; cosa che può, alcune volte, confondere. Emerge, in una produzione molto generosa di prefazioni, interventi e mini saggi, il filo rosso dei mazziniani triestini, oggigiorno relegati a una bacheca polverosa del Museo del Risorgimento; le grandi biografie di piccoli uomini travolti dal maelstrom del Secolo Breve; un confine di studi ben preciso e cioè afferente all’area Mitteleuropea e del Litorale; il tema della Resistenza, ma dalla prospettiva ecclesiastica (Santin, Marzari); l’attenzione verso la località fisica, ad esempio con la prefazione ai momento a Sissi di Furio Furlan o, in un approfondito saggio presente nel volume di Franco Cecotti, il Parco della Rimembranza.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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