18 giugno 2026 – ore 11:30 – Il Friuli Venezia Giulia si conferma tra le regioni italiane con una diffusione medio-alta delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), comunemente note come testamento biologico o biotestamento. A rivelarlo è un’indagine dell’Associazione Luca Coscioni, aggiornata a dicembre 2025 e condotta attraverso un accesso agli atti generalizzato sui 7.677 Comuni italiani. I dati raccolti dall’Osservatorio DAT dell’Associazione suggeriscono una diffusione considerevole del biotestamento in regione: il FVG raggiunge dunque l’ottavo posto nella classifica nazionale, con una DAT ogni 144 abitanti.
A trainare il FVG sono soprattutto le province di Pordenone e Udine: Pordenone si distingue con una DAT ogni 137 abitanti e 1.855 disposizioni depositate, collocandosi al 29° posto a livello nazionale. Segue Udine, 35esima nella classifica nazionale, con una DAT ogni 144 abitanti e 2.907 documenti registrati. Più distaccate invece Gorizia, al 40° posto, con una DAT ogni 150 abitanti e 710 depositi, e Trieste, al 42° posto, con una DAT ogni 151 abitanti e 1.308 depositi. Nel complesso, i dati evidenziano una propensione significativa alla redazione del biotestamento sul territorio regionale.
Le DAT sono previste dalla legge italiana e consentono a ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere di esprimere anticipatamente le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari. Attraverso questo documento è possibile indicare quali cure si desidera accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, non si sia più in grado di comunicare autonomamente le proprie decisioni, ad esempio a causa di una malattia. Le disposizioni, che possono riguardare diversi aspetti dell’assistenza sanitaria, permettono anche di nominare un fiduciario, ovvero una persona di fiducia incaricata di rappresentare il paziente nei rapporti con i medici e le strutture sanitarie, facendo rispettare le sue volontà. Le DAT, prive di scadenza, possono essere rinnovate, modificate o revocate in qualsiasi momento: inoltre, finché la persona è in grado di autodeterminarsi, il biotestamento non sostituisce in alcun caso la sua volontà.
Le DAT possono essere redatte in forma scritta mediante atto pubblico, scrittura privata autenticata oppure scrittura privata consegnata personalmente dall’interessato. Una volta predisposte, possono essere depositate presso l’ufficio competente del Comune di residenza, presso le strutture sanitarie abilitate dalle Regioni, presso gli Uffici consolari italiani (per i cittadini residenti all’estero) o davanti a un notaio. Le disposizioni sono quindi registrate nella Banca Dati Nazionale delle DAT, che ne garantisce la reperibilità e consente ai medici di consultarle qualora la persona non sia più in grado di esprimere autonomamente la propria volontà.
La progressiva diffusione del biotestamento in regione e a livello nazionale mostra una crescente attenzione dei cittadini verso i temi dell’autodeterminazione e del consenso informato. Per ottenere maggiori informazioni e chiarimenti a riguardo, è possibile rivolgersi ai Comuni, alle aziende sanitarie, ai medici di medicina generale e agli enti che promuovono attività di informazione sui diritti dei pazienti.
Articolo di Benedetta Marchetti


