17 giugno 2026 – ore 11:00 – A Trieste i prezzi continuano a crescere: nel mese di maggio 2026 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, il cosiddetto NIC, ha registrato un aumento dello 0,4% rispetto ad aprile e del 3,1% rispetto a maggio 2025. Tradotto: rispetto al mese precedente il rincaro è stato contenuto, ma sul rapporto con lo scorso anno il costo della vita in città risulta sensibilmente più alto. Il dato, comunicato da ANSA come stima definitiva per il Comune di Trieste, fotografa l’andamento dell’inflazione locale, cioè la variazione media dei prezzi di beni e servizi acquistati dalle famiglie. Il confronto più immediato è proprio quello con aprile 2026: nel mese precedente la variazione congiunturale (ossia nell’arco di un mese) era stata del +1,6%; mentre quella annua si era fermata al +2,8%. A maggio, quindi, la crescita rispetto al mese precedente rallenta, ma l’inflazione tendenziale accelera.
Per i cittadini la pressione dei prezzi resta evidente: spesa alimentare, servizi, abitazione, trasporti e consumi quotidiani concorrono alla costruzione dell’indice, che non rappresenta il singolo scontrino ma una media complessiva dell’andamento dei prezzi in città. Il quadro triestino si inserisce in una fase in cui l’inflazione torna a farsi sentire anche a livello nazionale. A maggio 2026, infatti, l’indice dei prezzi al consumo in Italia ha segnato un aumento dello 0,4% su base mensile e del 3,2% su base annua; numeri che hanno risentito prevalentemente della dinamica dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,5%), degli Energetici regolamentati (da +5,3% a +5,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6% a +3,0%).
Articolo di Agata Cragnolin


