3 giugno 2026 – ore 13:30 – Il richiamo della Commissione europea sui controlli alla frontiera italo-slovena “conferma l’illegittimità” della misura in vigore dall’ottobre 2023. Lo sostiene il Consorzio Italiano di Solidarietà (Ics) in una nota diffusa oggi. Secondo l’associazione, la comunicazione di Bruxelles non rappresenterebbe “un semplice invito”, ma un atto che, se non rispettato, potrebbe portare all’avvio di una procedura di infrazione nei confronti dello Stato membro interessato. Nel documento l’Ics richiama il Regolamento Schengen, che consente il ripristino dei controlli alle frontiere interne soltanto in presenza di una grave minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. L’associazione evidenzia inoltre che la normativa europea considera tale misura come eccezionale e limitata nel tempo. A giudizio dell’Ics, nel caso della frontiera tra Italia e Slovenia non sussisterebbero le condizioni previste dalla normativa europea per giustificare il mantenimento dei controlli. L’associazione sostiene inoltre che la gestione dei flussi migratori non rientri tra le motivazioni che consentono il ripristino delle verifiche alle frontiere interne.
Nella nota si afferma che la decisione del Governo italiano avrebbe comportato un significativo impiego di risorse economiche e di personale delle forze dell’ordine. Secondo l’Ics, tali risorse avrebbero potuto essere destinate ad altre attività, tra cui il controllo del territorio e la gestione delle procedure di asilo. L’associazione conclude chiedendo che venga fatta chiarezza sulle responsabilità politiche delle scelte adottate a livello nazionale e regionale in merito al mantenimento dei controlli lungo il confine italo-sloveno.
Articolo di Francesco Viviani


