28 maggio 2026 – ore 08:30 – Il cambiamento climatico ha un impatto notevole sulla qualità di uno dei prodotti di punta della tradizione regionale: il vino. A rivelarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Trieste e pubblicato in Open Access su Journal of Cleaner Production. La ricerca, “Climate and the quality of wine: Whites vs. reds”, s’inserisce nel più ampio progetto “Cambiamento climatico e sostenibilità della viticoltura nel Collio Goriziano”, avviato nell’ambito del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche “Bruno de Finetti” (DEAMS) e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Oggetto della ricerca è l’area vitivinicola del Collio, rinomato territorio collinare in provincia di Gorizia caratterizzato da produzioni bianche e rosse.
Senza dubbio, la qualità del vino dipende da molteplici fattori più o meno controllabili: la composizione del suolo, le tecniche di vinificazione, la posizione geografica e le caratteristiche del vitigno tendono a mantenersi stabili nel tempo. Al contrario, fattori come il clima, la variabilità meteorologica e l’incidenza degli eventi estremi sono instabili e sfuggono al controllo del produttore. Proprio questi ultimi costituiscono il focus della ricerca dell’Università di Trieste: l’obiettivo è quindi analizzare in modo comparato gli effetti delle variabili climatiche, delle temperature e dell’andamento stagionale sulla qualità finale del prodotto.
I risultati dello studio sono particolarmente rilevanti: secondo quanto osservato, i vini bianchi reagiscono diversamente alle condizioni meteorologiche rispetto ai vini rossi. Nello specifico, il delicato equilibrio fra temperature primaverili ed estive può avere un impatto sulla qualità del prodotto finale: tuttavia, gli effetti possono variare sensibilmente anche tra singole varietà. In altre parole, le conseguenze del cambiamento climatico sulla qualità del vino non sono uniformi, ma variano a seconda del contesto in esame, rendendo necessarie analisi specifiche per ciascun territorio, vitigno e tipologia di vino.
Dalla ricerca UniTs si aprono dunque nuove prospettive in ambito scientifico e produttivo: individuare le varietà più o meno sensibili alle variazioni climatiche può infatti contribuire alla definizione di efficaci strategie di adattamento, attraverso scelte mirate nella gestione dei vigneti e nella selezione delle cultivar più idonee ai nuovi scenari climatici.
Articolo di Benedetta Marchetti


