Sant’Anna, restaurate tre tombe monumentali: “Trieste riscopre il suo museo dimenticato”

18 maggio 2026 – ore 16:30 – Presentati oggi al cimitero monumentale di Sant’Anna gli interventi di restauro conservativo delle tombe Reisden, Acquaroli e Dutilh, situate sotto il colonnato monumentale ottocentesco. A illustrare i lavori è stata l’assessore comunale alle Politiche dei Servizi Generali Sandra Savino, insieme ai tecnici del Comune di Trieste, ai rappresentanti della ditta Giem S.r.l. e di AcegasApsAmga. L’intervento rientra nel più ampio programma di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e artistico custodito all’interno del cimitero di Sant’Anna, definito dall’amministrazione comunale un “museo a cielo aperto”. “Il fondamentale lavoro di copertura ha garantito la riuscita del restauro sottostante, particolarmente complesso ed eseguito di concerto con la Soprintendenza”, ha spiegato Savino, sottolineando anche il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia al finanziamento dell’opera. Il colonnato monumentale del cimitero cattolico di Sant’Anna, esempio di architettura neoclassica della prima metà dell’Ottocento, è composto da 61 campate con tombe monumentali di famiglia. Di queste, 12 sono di competenza diretta del Comune di Trieste per quanto riguarda la manutenzione straordinaria. Le tre tombe restaurate si trovano nella porzione del colonnato recentemente recuperata dall’amministrazione comunale.

Gli interventi, autorizzati dalla Soprintendenza, hanno riguardato opere di pulitura, consolidamento e restauro conservativo dei manufatti lapidei e metallici. Per le superfici marmoree e in arenaria sono stati utilizzati trattamenti specifici con impacchi a base di carbonato di ammonio e consolidanti al silicio, mentre gli elementi metallici sono stati recuperati secondo criteri di “minimo intervento”, reversibilità e compatibilità dei materiali. Il progetto e la direzione lavori sono stati curati da personale interno del Comune di Trieste, con la collaborazione di AcegasApsAmga. La progettazione specialistica e gli interventi di restauro sono stati eseguiti sotto la guida della restauratrice Isabella Ciccolo della Giem S.r.l. L’investimento complessivo ammonta a 40 mila euro, interamente coperti da finanziamento regionale. Il quadro economico prevede 32 mila euro per i lavori e 8 mila euro per somme a disposizione, comprensive di Iva e imprevisti.

Articolo di Francesco Viviani

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