10 maggio 2026 – ore 07:00 – Il Comune di Trieste restaurerà i tre varchi di ingresso al Parco della Rimembranza sottostante il castello di San Giusto, facilmente riconoscibili per la forma piramidale e la garitta ormai vuota da tempo. Come informa la delibera n. 22 del 4 maggio 2026, proposta dall’assessore alle politiche del territorio Michele Babuder e resa pubblica sull’albo pretorio, il Comune procederà a un intervento di manutenzione dal costo di 20mila euro; il cronoprogramma proposto sembra prevedere un restauro rapido, incentrato tra maggio e giugno.
La relazione richiesta dalla Soprintendenza e compilata dalla restauratrice Eleonora Dudine evidenzia diversi elementi problematici a livello di conservazione. Il riferimento è ai tre varchi, rispettivamente sotto la Fontana di Montuzza e presso la via Capitolina. Tutti e tre i manufatti hanno accusato non solo i segni secolari del tempo, quanto atti vandalici, deiezioni canine e in generale incuria. Mancano, ad esempio, le catene che collegavano i cippi agli ingressi, sottratte da tempo. I cippi, costituiti da grandi sfere che sostengono le iconiche piramidi di pietra con la scritta ‘parco della rimembranza’, presentano rotture, fessurazioni, danni o sottrazioni delle sfere stesse; anche il basamento in molti casi sta cedendo. Vengono anche espressi dubbi sulla resistenza delle staffe in ferro battuto presenti all’interno delle palle lapidee, probabilmente ossidate. La garitta presso via Capitolina, entrata bassa, è inclinata in avanti a causa di un avvallamento nel terreno; il tutto è stato causato nei decenni dalle piogge che scendono dal colle di San Giusto. Sarebbe pertanto necessario, si argomenta nella relazione, inserire un basamento completamente nuovo.
I cippi, costituiti da pietra di aurisina, sono inoltre intaccate da muschi, licheni e vegetazione infestante. Il restauro proposto consiste nell’utilizzo di un trattamento biocida, sabbiature con le apposite macchine e rimozione dei graffiti con sverniciatore. Le stuccature, dettaglio cruciale, non coinvolgeranno eventuali danni di artiglieria e scontri a fuoco che interessarono i cippi durante la seconda guerra mondiale; questi verranno invece conservati, ‘storicizzati’, quali ricordi del brutale conflitto.
Articolo di Zeno Saracino


