8 maggio 2026 – ore 15:00 – Una “suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni”. È uno dei passaggi più significativi contenuti nell’informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, che vede Andrea Sempio accusato dell’omicidio della 26enne avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Nel documento, gli investigatori mettono in discussione diversi elementi che portarono alla condanna definitiva di Alberto Stasi, parlando di aspetti “incomprensibili” e “paradossali”. Secondo i militari, “appare francamente difficile percorrere con logica il filo di una suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni”, aggiungendo che “tutti gli elementi, o presunti tali, di questa vicenda sono contraddittori”. L’informativa ricostruisce anche il profilo personale di Sempio attraverso agende, quaderni e Moleskine sequestrate nel corso delle indagini. Tra gli appunti annotati tra il 2019 e il 2021 compaiono frasi come “Stasi ha chiesto la riapertura”, “mamma in panico per la cosa di Stasi” e “Stasi ricorso in Cassazione”, considerate dagli investigatori indice di un forte interesse per gli sviluppi giudiziari legati all’ex fidanzato della vittima.
Negli atti vengono riportati anche alcuni sogni annotati dall’indagato, nei quali “si descrive come un protagonista violento”, oltre a ricerche internet su omicidi, satanismo, violenza, autopsie e fenomeni cadaverici. In un altro passaggio Sempio scrive: “Ne ho passate tante… cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”, parlando di “insicurezza”, “autolesionismo” e “dolore”. Tra gli elementi ritenuti rilevanti dagli investigatori figurano anche alcune intercettazioni ambientali del 2025. In una conversazione del 14 aprile, riferendosi a una telefonata fatta a Chiara Poggi nell’agosto 2007, Sempio avrebbe commentato: “È stata bella stronza… giù il telefono”, manifestando disappunto per il fatto che la ragazza gli avesse riattaccato. In un altro colloquio captato il 12 maggio scorso, Sempio afferma: “Quando sono andato io… il sangue c’era”, parlando della scena del crimine. Una frase che gli investigatori collegano alla ricostruzione della mattina dell’omicidio. Secondo la nuova consulenza medico-legale firmata da Cristina Cattaneo, la morte di Chiara Poggi sarebbe avvenuta in una finestra temporale compresa tra le 7 e le 12.30 del 13 agosto 2007. Incrociando questi dati con il disinserimento dell’allarme della villetta alle 9.12, i carabinieri individuano due possibili fasce orarie compatibili con il delitto: tra le 9.12 e le 9.58 e tra le 9.58 e le 11.25.
Nell’informativa si sostiene inoltre che Sempio “ha avuto il modo e il tempo di commettere l’omicidio” in entrambe le finestre temporali individuate. Tra gli atti compare anche un’intercettazione del 22 ottobre scorso nella quale il padre dell’indagato, Giuseppe Sempio, rivolgendosi alla moglie Daniela Ferrari, avrebbe detto: “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu”. Il riferimento è allo scontrino del parcheggio di Vigevano del 13 agosto 2007, considerato per anni uno degli elementi a sostegno dell’alibi di Andrea Sempio. Nella stessa informativa, i carabinieri sostengono inoltre che gli ex legali di Sempio sarebbero entrati “illecitamente” in possesso di documentazione relativa all’esposto presentato dalla difesa Stasi e della consulenza sul Dna trovato sotto le unghie della vittima. Circostanza emersa nell’ambito dell’inchiesta bresciana che vede indagati, tra gli altri, l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti e il padre di Sempio per corruzione in atti giudiziari. Durissima la reazione della famiglia Poggi. In una nota, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna parlano di indagini “gravemente condizionate da contesti poco trasparenti” e denunciano “impropri collegamenti con specifici ambienti giornalistici”. I legali criticano inoltre la decisione della Procura di sottoporre a intercettazione i familiari della vittima e denunciano la diffusione pubblica degli esiti delle captazioni “in spregio alle norme penali di riferimento”. A Garlasco, intanto, prevale un clima di stanchezza. “La gente sembra essersi abituata a questo flusso continuo di informazioni”, ha detto all’ANSA il parroco del paese, don Mauro Bertoglio. “Chi abita qui ormai non ci fa quasi più caso”. “Vogliamo solo che Chiara possa riposare in pace”, è invece il sentimento raccolto tra i clienti del Bar Gobbi, nel centro del paese, dove da quasi vent’anni il delitto continua a segnare la vita quotidiana della comunità.
Articolo di Francesco Viviani
Garlasco: Procura chiude indagini, “Chiara Poggi uccisa da Sempio”


