7 maggio 2026 – ore 18:45 – La Procura di Pavia ha chiuso le indagini sul delitto di Garlasco nei confronti di Andrea Sempio, ritenuto dagli inquirenti il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato al 38enne nelle scorse ore. Sempio è accusato di omicidio volontario aggravato dai motivi abietti e dalla crudeltà. Secondo la ricostruzione dei pm, il movente sarebbe legato al rifiuto di un’avance da parte della giovane. L’uomo, all’epoca 19enne e amico del fratello della vittima, avrebbe colpito Chiara Poggi almeno 12 volte, probabilmente con un martello. L’atto notificato alla difesa rappresenta il passaggio che precede la richiesta di rinvio a giudizio. “L’avviso conferma quella che era già l’imputazione contenuta nell’invito a comparire notificato ieri. Quanto alla portata dell’accusa, non c’è nessuna novità”, ha dichiarato il legale Liborio Cataliotti, che insieme ad Angela Taccia assiste Sempio.
La difesa è ora al lavoro sugli audio captati da una microspia installata nell’auto del 38enne. Per la Procura di Pavia quelle frasi, registrate il 14 aprile scorso, avrebbero contenuto riferimenti autoincriminanti e indicazioni sul movente del delitto. Secondo i difensori, invece, si tratterebbe di semplici commenti a un podcast dedicato al caso Garlasco che Sempio stava ascoltando in quel momento. “Nella mattinata di oggi ci siamo riuniti con il pool difensivo e con tutti i consulenti per analizzare le risultanze istruttorie rappresentate ieri dalla Procura”, ha spiegato Cataliotti, aggiungendo che le trascrizioni delle captazioni conterrebbero numerosi passaggi indicati come “non comprensibile”.
Nel frattempo la Procura di Pavia trasmetterà gli atti dell’inchiesta alla Procura generale di Milano per sollecitare una eventuale richiesta di revisione del processo che nel 2015 portò alla condanna definitiva a 16 anni di Alberto Stasi. La Procura generale dovrà valutare il materiale raccolto prima di decidere se avanzare istanza davanti alla Corte d’Appello di Brescia. Anche la difesa di Stasi, dopo l’analisi degli atti, sarebbe pronta a presentare una richiesta di revisione della sentenza e potrebbe chiedere la sospensione della pena. Stasi si trova attualmente in regime di semilibertà. Nelle carte dell’inchiesta emergono inoltre valutazioni degli investigatori sulle dichiarazioni rese negli anni da Marco Poggi, fratello della vittima e amico storico di Sempio. Secondo quanto riferito dal Tg1, i carabinieri parlano di una “modificazione” delle testimonianze e definiscono Poggi “ostile” e impegnato in una “costante difesa d’ufficio” dell’indagato.
Articolo di Francesco Viviani


