*Articolo di Giuseppe Augieri
5 maggio 2026 – ore 9:00 – L’Italia non avrebbe tutelato a sufficienza due attivisti. Lo dico a chi solleva spesso proteste per le violazioni del diritto internazionale. Dopo la denuncia alla Corte Penale Internazionale di Meloni e soci per complicità in crimini contro l’umanità, legati al preteso “genocidio in corso a Gaza”, ora arriva una denuncia dell’Italia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) da parte della Global Sumud Flotilla, perché, nell’operazione israeliana contro la “Flotilla”, il nostro Paese non avrebbe tutelato a sufficienza due attivisti, arrestati mentre erano a bordo di un’imbarcazione battente bandiera italiana. Nel ricorso, gli avvocati hanno scritto che, in quel momento, lo Stato esercitava giurisdizione sulle persone che si trovavano sulla nave; avrebbe quindi avuto la possibilità e il dovere di adottare tutte le misure necessarie per prevenire violazioni dei diritti fondamentali. Mi risulta che la CPI non abbia ancora aperto formalmente un caso e si vedrà cosa farà la CEDU.
Spero che da quelle parti il cervello funzioni un po’ meglio di chi muove accuse. Tuttavia, il fatto stesso di procedere a denunce del tipo descritto dice di una convinzione del diritto internazionale e del suo rapporto con le politiche dei Paesi che non mi convince per niente.
E di un tentativo, anche in campo internazionale e in materia di diritto internazionale, di spostare la battaglia politica nelle aule dei tribunali. Cosa ne penso di questo criterio credo sia ben noto.
Ma vorrei anche solleticare questa riflessione: la metafora di Platone sulla democrazia, che può morire di ridicolo per abuso di se stessa, si estende ancor più a ragione al diritto internazionale.
Personalmente so bene che il termine “diritto”, in campo internazionale, è abusato e va oltre la sua stessa genesi. In termini generali, quelle non sono norme ma accordi tra Stati, accordi conclusi dai soggetti su base consensuale, e non c’è un’autorità centrale che definisca vere e proprie norme.
Tuttavia, alcuni valori di fondo che in quel diritto vengono richiamati restano comunque una guida nei rapporti umani nel senso più generale del termine.
Vorrei che venissero salvaguardati prima, senza rischiare di diventare solo oggetto di risatine.
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