Buon compleanno, Anita! A 125 anni dall’esperienza dello Zibaldone di Pittoni

6 maggio 2026 – ore 10:30 – Correva il 6 maggio 1901 quando nacque a Trieste, da padre ingegnere e madre sarta, Anita Pittoni. Proprio quest’anno ricorrono pertanto i centoventicinque anni dall’esordio della grande intellettuale triestina, immortalata da uno dei due soli busti femminili, con Letizia Svevo Fonda Savio, presenti nel Giardino Pubblico Muzio de Tommasini. Pittoni, nel 1901, era già un cognome molto noto: lo zio era infatti quel Valentino Pittoni che aveva guidato l’affermazione del socialismo triestino nei decenni prima della Grande Guerra.
Dopo essersi diplomata al liceo femminile nel 1919, la Pittoni fu a lungo ospite dello studio Wulz, in compagnia delle eclettiche Marion e Wanda: un’importante ispirazione per la propria attività artigianale, basata sui tessuti e l’arte tessile. La Pittoni creava infatti abiti e accessori femminili, ma anche arredi, arazzi e tappeti con materiali italiani quali la canapa e il lino o, in un ambito all’epoca modernissimo, le fibre sintetiche come il raion. La sperimentazione non deve sorprendere, perchè la Pittoni si muoveva in un ambiente letterario-artistico ricchissimo dove furoreggiava il futurismo e in generale le avanguardie: tra i tanti Avgust Černigoj, Leonor Fini, Ugo Carà, Carolus L. Cergoly, Dario de Tuoni, Amelia Chierini, Piero Janesich, Umberto Nordio, Gustavo Pulitzer Finali, Maria Lupieri, Lojze (Luigi) Spacal. E fuori Trieste la Pittoni aveva conosciuto il Gio Ponti arredatore di motonavi e ‘anima’ della rivista Domus e poi Fortunato Depero, Enrico Prampolini e l’architetto Ernesto Nathan Rogers.
Orgogliosamente artigianale in un periodo dove iniziava ad affermarsi la produzione di massa, la Pittoni presentò negli anni Trenta e Quaranta alle principali Triennali internazionali d’arte decorativa moderna come il Grand Prix, Buenos Aires, Budapest, ecc ecc. Parallelamente prendeva forma, in quegli stessi inquieti anni, l’attività di scrittrice, con l’esordio infine nel 1950 de ‘Le stagioni’, il “poemetto in prosa”. La Pittoni si era nel frattempo impegnata con Giani Stuparich che ne avvallò le iniziative editoriali, definendola “nuova scrittrice tutta raccolta nell’esprimere l’interna visione e intesa a coglierne i significati e le vibrazioni più riposte, con audacia e immediatezza”. Seguirono poi le poesie in dialetto triestino come ‘Fèrmite con mi’ (1962), il saggio ‘L’anima di Trieste. Lettere al professore’ (Firenze, 1968), il ricordo originale di ‘Umberto’ con ‘Caro Saba’ (1977). E tuttavia Anita Pittoni viene tutt’oggi ricordata soprattutto per la profonda qualità e coerenza delle edizioni dello Zibaldone, le quali si avvalevano tanto dell’esperienza artigianale della gioventù, quanto della consulenza di giganti quali lo stesso Stuparich, Virgilio Giotti, Pier Antonio Quarantotti Gambini e tanti altri. Lo Zibaldone dal 1949 al 1975 fissò “i lineamenti complessi di Trieste e della sua regione allineando in una collana svelta e di agevole lettura opere originali d’ogni tempo che, nella varietà degli argomenti, potessero dare un quadro oggettivo della fisionomia della terra giulia, poco o male conosciuta” (Stuparich, Ricordi istriani, 1964). Vennero ripubblicati i classici della letteratura triestina, ma senza trascurare opere minori, resoconti di viaggiatori sette-ottocenteschi, opere filologiche e persino autori contemporanei.

Il Museo LETS – Letteratura Trieste, in collaborazione con ITS Arcademy, promuove nella giornata di oggi, 6 maggio, una serata dedicata ad Anita Pittoni: alle 18:30 presso la sede di ITS si terrà la conferenza ‘Passione e creatività: le donne che disegnano il volto della Trieste di oggi’ ad opera di Orietta Fatucci, Gaia Stock, Nicoletta Romeo, Monica Goti e Tiziana Ciancetta, in dialogo con Alessandra Mezzena Lona. Alle 20.15 prenderà il via la ‘Passeggiata (dis)armata’, guidata da Paolo Stanese e Riccardo Cepach con partenza da ITS Arcademy che approderà alle 21.00 nello Spazio Forum di Museo LETS, in piazza Hortis 4, dove andrà in scena ‘Anita e La Pittoni’, azione teatrale di Gioia Battista con Maria Grazia Plos e Giustina Testa. Una produzione del Caraboa Teatro. L’ingresso in Spazio Forum LETS è libero fino a esaurimento posti. Per informazioni [email protected]

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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