Suicidio Alina, a giudizio Carlo Baffi e tre agenti di Polizia

Alina8.1.2015 | 18.46 – Oggi è stata notificato all’ex dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura triestina, Carlo Baffi, e a tre agenti di Polizia l’avviso di conclusioni delle indagini avviate a seguito del suicidio della cittadina ucraina Alina Diachuck (qui a sinistra) avvenuto il 14 aprile del 2012, mentre si trovava nel Commissariato di Villa Opicina in attesa di espulsione. La Procura della Repubblica di Trieste contesta agli indagati le modalità e la tempistica del trattenimento degli stranieri da sottoporre ad espulsione in quanto irregolari sul territorio nazionale.

PadulanoCon una nota il Questore di Trieste ha voluto manifestare rispetto per la decisione della Procura della Repubblica e per il dolore dei familiari della donna suicidatisi tre anni or sono. “Nel contempo – scrive Giuseppe Padulano (nella foto qui a fianco) – voglio esprimere sincera vicinanza al personale con la certezza che si riuscirà a dimostrare di aver agito nell’esclusivo intento di adempiere, nell’ambito della complessa normativa prevista, alle procedure previste per l’effettiva espulsione dei soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Pur operando nel contesto di procedure gravose e complesse che riguardano extracomunitari scarcerati o clandestini rintracciati, la Questura di Trieste – si legge ancora nella nota – continuerà a profondere il massimo impegno possibile come accaduto nell’ultimo anno, quando sono stati rintracciati oltre 400 migranti irregolari ed arrestati 20 trafficanti di uomini, mentre sono state accolte oltre 800 richieste di protezione internazionale per migranti provenienti da zone di guerra o paesi considerati a rischio per discriminazioni politiche e razziali.

Alina Diachuck si era impiccata utilizzando la cordicella di una felpa all’interno di una stanza del Commissariato di Villa Opicina, dove si trovava da 48 ore nonostante fosse stata scarcerata nell’ambito di un’altra indagine. L’autorità giudiziaria, infatti, aveva già concesso il nulla osta. La donna si trovava lì in attesa degli adempimenti amministrativi finalizzati alla sua espulsione.

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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