Trieste Airport, Marano: «Senza integrazione Alto Adriatico non competitivo»

29 aprile 2026 – ore 13:30 – Accelerare i processi di integrazione infrastrutturale e costruire una visione unitaria dell’Alto Adriatico come sistema esteso. È l’indicazione lanciata dal presidente del Trieste Airport, Antonio Marano, intervenendo all’apertura del convegno “Infrastrutture, reti e territorio a Nordest. Le connessioni strategiche per il Paese”, promosso dal Gruppo editoriale Nem nello scalo giuliano. “Quello che serve ora è un’accelerazione nei processi di integrazione, una visione che guardi all’Alto Adriatico come unica infrastruttura estesa”, ha affermato Marano, sottolineando come le trasformazioni globali “geopolitiche, energetiche e industriali” stiano ridisegnando le catene del valore e la geografia della competitività.

In questo scenario, l’area dell’Alto Adriatico – ha evidenziato – occupa “una posizione unica”, configurandosi come “porta di ingresso dell’Europa” e “crocevia naturale tra Mediterraneo, Balcani e Mitteleuropa”. Un territorio, ha aggiunto, in cui coesistono porti, aeroporti, interporti e corridoi ferroviari e autostradali di rilievo nazionale. Tuttavia, secondo il presidente dello scalo, “questo non basta”: anche a fronte di infrastrutture efficienti, “se non sono integrate tra loro, manca quel salto di qualità indispensabile per competere con i grandi sistemi logistici europei”. “Il Nord Est ha eccellenze riconosciute, ma non ha ancora raggiunto un livello adeguato di interoperabilità e coordinamento”, ha osservato Marano, indicando proprio in questa carenza il principale ostacolo alla trasformazione dell’Alto Adriatico in un sistema logistico compiuto. Da qui l’invito a una strategia condivisa: “L’Alto Adriatico può diventare un laboratorio nazionale di integrazione infrastrutturale, ma serve una visione comune”.

Articolo di Francesco Viviani

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