Crisi energetica, l’invito di Bruxelles: “Restate a casa”

1 aprile 2026 – ore 7:30 – Bruxelles afferma che gli europei dovrebbero prendere in considerazione l’idea di spostarsi meno per evitare carenze di energia. La notizia è stata anticipata da Politico e confermata nella sostanza ieri dal commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, che ha parlato di lavoro da casa e riduzione della velocità in automobile: “Non possiamo tornare alla normalità nel prossimo futuro”. Lunedì sera, alla vigilia della riunione informale dei ministri dell’Energia (Gilberto Picchetto Fratin per l’Italia), Politico ha letto in anteprima una lettera indirizzata da Jorgensen agli stessi ministri. Nella lettera, la Commissione europea chiede ai Paesi membri di valutare di ridurre l’uso di petrolio e gas, in particolare nel settore dei trasporti, in preparazione a una “interruzione prolungata” delle forniture di energia generata dalla guerra in Iran. Nel dettaglio Bruxelles invita ad adottare “misure volontarie di risparmio della domanda con particolare attenzione al settore dei trasporti“.

Secondo Politico, ciò potrebbe implicare che i governi chiedano ai cittadini di guidare o volare meno, in modo da riservare il carburante per scopi essenziali, come sta già accadendo nell’Asia Pacifico, dove vari Paesi stanno implementando misure ispirate al decalogo di consigli per il risparmio recentemente pubblicato dall’Agenzia internazionale per l’energia: noi di Trieste News abbiamo descritto tali misure nell’articolo che si può leggere a questo link. “Gli Stati membri dell’Unione europea dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare il libero flusso dei prodotti petroliferi o scoraggiare la produzione delle raffinerie Ue”, ha scritto il commissario Jorgensen nella sua lettera ai ministri nazionali, invitandoli a valutare l’impatto transfrontaliero delle misure nazionali per preservare la “coerenza a livello Ue“, a prepararsi “tempestivamente in previsione di un’interruzione potenzialmente prolungata” e a considerare l’aumento dell’uso di biocarburanti al posto di combustibili fossili.

Ieri pomeriggio, 31 marzo 2026, i ministri dell’Energia si sono quindi riuniti in una videoconferenza informale, presieduta da Michael Damianos, ministro di Cipro per Energia, Commercio e Industria. Al termine Damianos e Jorgensen hanno parlato con i giornalisti. “La situazione è molto grave”, ha detto Jorgensen citato da Eunews: “Dobbiamo raggiungere l’indipendenza energetica, che è strategica non solo dal punto di vista climatico. Il prezzo del gas è aumentato del 70%, quello del petrolio del 60% rispetto al periodo prebellico. Il motto della Commissione von der Leyen è meglio prevenire che curare”. Dunque Jorgensen ha confermato che la Commissione ha effettivamente inviato una lettera agli Stati membri con linee guida per aiutare ad affrontare la situazione, come ridurre la domanda di diesel, incoraggiare forme di trasporto alternative, coinvolgendo più trasporti pubblici e meno auto private, incentivando il car sharing.

E ancora, citato dall’Ansa, ha ricordato la riduzione della velocità alla guida e il telelavoro come misure consigliate dall’Agenzia internazionale per l’energia: “La crisi non sarà di breve durata, e andrà oltre la guerra, perché le infrastrutture della regione sono state distrutte. Anche se ci fosse la pace domani, non potremmo tornare alla normalità in un futuro prossimo. L’intervento, un toolbox, della Commissione europea ci sarà molto presto. Esistono già buone opportunità per gli Stati membri per aiutare i gruppi più vulnerabili o i settori industriali più colpiti, renderemo ancora più semplici queste opportunità. Siamo meglio attrezzati adesso rispetto al 2022. Abbiamo molte più rinnovabili e molte più fonti prodotte in casa. È fondamentale rimanere uniti, agire in modo unitario e in stretto coordinamento. Dobbiamo evitare risposte nazionali frammentarie e segnali di disturbo ai mercati. Le nostre misure devono essere mirate, temporanee ed evitare di peggiorare le condizioni di domanda e offerta”. Ha aggiunto che Bruxelles annuncerà un pacchetto di misure concepite per aiutare le famiglie più vulnerabili per pagare la bolletta: “Non prevediamo una tassa sugli extra-profitti come fatto nel 2022“.

Damianos, nel comunicato stampa istituzionale Ue, ha aggiunto: “La nostra fornitura di energia è sicura e l’Unione europea ha già in atto strumenti e regole per garantirne la stabilità. Tuttavia è necessaria una risposta forte e coordinata sia a livello Ue che nazionale per proteggere i nostri cittadini e le nostre industrie dagli attuali picchi dei prezzi dell’energia. Dobbiamo farlo salvaguardando la nostra indipendenza energetica sulla strada verso un settore energetico a emissioni zero”. Il documento Ue evidenzia infine “l’importanza di ridurre la quantità di energia consumata” e di “una preparazione tempestiva alla prossima stagione invernale, con iniezioni anticipate di stoccaggio del gas, per mitigare i prezzi elevati ed evitare le tensioni del mercato”.  Il ministro alla Transizione energetica italiano, Gilberto Pichetto Fratin, citato da Eunews, ha sostenuto invece che occorre “riconsiderare con attenzione le nostre politiche energetiche e di decarbonizzazione” e ha rilanciato la proposta del governo Meloni di sospendere il meccanismo di certificato di emissioni Ets. Proposta che a Bruxelles incontra opposizioni.

Articolo di Lilli Goriup

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