Appalti illeciti di manodopera, blitz della Guardia di Finanza: 14 indagati e 2 arresti

02.03.2026 – 12.40 – I militari del Gruppo di Portogruaro e del I Gruppo Trieste della Guardia di Finanza, al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo giuliano, hanno disarticolato un sistema fraudolento fondato su un meccanismo illecito di gestione della manodopera e frodi fiscali, attivo nel settore della logistica. Al centro del sistema vi era un sofisticato schema di utilizzo della forza lavoro, basato su una rete di società fittizie intestate a prestanome, le quali in realtà fungevano da semplici “serbatoi di manodopera”: l’obiettivo, quello di eludere norme di legge inderogabili in materia di lavoro e dei contratti collettivi nazionali di settore. Poiché la legge vieta determinate forme di intermediazione irregolare della manodopera, il sistema veniva dissimulato mediante strumentali appalti per presunte “prestazioni di servizio” fornite da soggetti giuridici “di comodo” usati come “contenitori” della forza lavoro: questa forma di intermediazione illecita viene spesso definita “caporalato grigio”. Le società interposte emettevano quindi fatture per operazioni giuridicamente inesistenti in favore della società che utilizzava de facto i lavoratori per importi corrispondenti agli stipendi netti da erogare. Attraverso tale meccanismo, la beneficiaria annotava elementi passivi fittizi, maturando crediti IVA indebiti, mentre la relativa imposta a debito non veniva dichiarata né versata. Contestualmente, venivano omessi i versamenti previdenziali e assistenziali, il tutto con un rilevante danno all’Erario e grave pregiudizio sulle posizioni contributive dei lavoratori.

Risultano indagate dalla Procura della Repubblica di Trieste complessivamente 14 persone, di cui 5 per associazione a delinquere, residenti nelle province di Trieste, Udine, Modena, Teramo, Venezia, Foggia, Pesaro Urbino, Ragusa, oltre a 10 società “fornitrici della manodopera” aventi la sede legale in diverse Regioni d’Italia. Il Giudice delle Indagini Preliminari di Trieste, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso due provvedimenti restrittivi della libertà personale (di cui uno in carcere e l’altro agli arresti domiciliari) nei confronti dei due principali attori del sodalizio criminale domiciliati a Trieste, nonché il sequestro per equivalente per l’importo di oltre 750 mila euro. Sono stati inoltre individuati 120 lavoratori irregolari, per i quali sono state rilevate plurime violazioni alle normative fiscali, previdenziali, assicurative e giuslavoristiche, nonché l’emissione di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti per circa 5,4 milioni di euro. A ciò si aggiungono le perquisizioni svolte in 20 sedi di società e domicili dei soggetti coinvolti nell’attività criminale nelle province di Trieste, Udine, Gorizia, Venezia, Padova, Trento, Milano, Modena, Rimini, Pesaro Urbino e Foggia.

L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza per contrastare i fenomeni delle frodi fiscali e garantire la tutela della legalità del mercato del lavoro. Gli esiti delle attività investigative verranno partecipati all’Ispettorato del Lavoro, all’INPS e all’INAIL per i seguiti di competenza. Si precisa che, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

[c.s.] [b.b.]

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