Umberto Eco, la fine del silenzio nel decennale della sua morte

19.02.2026 – 11.40 – Un invito al silenzio. Una richiesta insolita e tuttavia rigorosamente rispettata, come da testamento, nei dieci anni successivi alla sua morte. Oggi, 19 febbraio 2026, quel decennio silenzioso volge finalmente al termine: nessun convegno, nessun seminario, nessun evento pubblico aveva ancora celebrato Umberto Eco, grande intellettuale, semiologo e scrittore scomparso nel 2016 all’età di 84 anni. Soltanto alle 12.00 ieri si è aperta ufficialmente la maratona streaming internazionale “Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto”, una 24 ore di letture, testimonianze e memorie in collegamento dal mondo intero. L’evento, organizzato dalla Fondazione Bottega Finzioni insieme alla Fondazione Umberto Eco, si svolge sui rispettivi canali YouTube e attraversa tutti i fusi orari da oriente a occidente, partendo dall’isola di Taveuni, la terza più grande tra le Isole Fiji, dove Umberto Eco si dedicò alla stesura del celebre romanzo “L’isola del giorno prima”.

La maratona coinvolge lettori, intellettuali e istituzioni culturali da ogni parte del globo, per trasformare in dialogo collettivo l’inestimabile eredità dello studioso. Per l’occasione, la Fondazione Umberto Eco ha consentito a chiunque di inviare il proprio contributo audio o video per ricordare l’autore, celebrandone lo spirito più autentico: ogni racconto, ogni memoria riceve in questa cornice spazio e dignità, in una “chiacchierata planetaria” pensata per “far emergere l’intellettuale, il professore e l’amico in modo vivo e non retorico”.

La volontà di Eco rispecchia la profondità e lungimiranza del suo pensiero, nonché il suo sguardo ironico e critico verso il mondo accademico: dieci anni di attesa sono serviti a lasciar decantare le sue idee, preservando la sua eredità intellettuale e le sue opere da celebrazioni a caldo e speculazioni affrettate. Sintomo di una lucida consapevolezza delle dinamiche che muovono la contemporaneità e gli ambienti intellettuali, la scelta di Umberto Eco ha permesso al suo lascito immateriale di affrancarsi da quella smania di glorificazione che ne avrebbe prematuramente compromesso l’autenticità.

[b.m.]

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