24.01.2026 – 8.30 – La sensibilità ambientale pare ormai un tratto distintivo della Generazione Z: per oltre due ragazzi su tre, l’attenzione per la sostenibilità ha un impatto diretto sulle scelte di ogni giorno, dalle abitudini d’acquisto allo stile di vita in generale. Eppure, questa vocazione ecologica non è sempre accompagnata da un livello di informazione adeguato, specialmente quando si tratta di temi complessi quali la gestione dei rifiuti e l’economia circolare. Un’indagine realizzata da Skuola.net insieme a CONOU (Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati), che ha coinvolto 1.500 ragazzi tra i 14 e i 24 anni, offre uno spunto di riflessione su tale dinamica. Da un lato, il 70% degli intervistati afferma che la preoccupazione per il cambiamento climatico influenza in maniera significativa le proprie scelte quotidiane. Dall’altro, però, i dati evidenziano l’incertezza dei più giovani nell’affrontare concretamente i temi ambientali: stando ai risultati della ricerca, solo tre giovani su dieci si sentono davvero preparati a gestire correttamente i rifiuti, mentre quasi uno su cinque ammette di avere conoscenze scarse o nulle in materia.
Per quanto riguarda l’applicazione dei principi dell’economia circolare nella quotidianità, i giovani sembrano preferire il riuso al riciclo: il 36% degli intervistati preferisce dare nuova vita a oggetti ancora funzionanti, trasformando il second hand in una scelta etica oltre che economica. Il 20% punta invece sulla riparazione, mentre il 27% concentra gli sforzi sulla riduzione dei consumi. Solo una minoranza, il 17%, cita il riciclo come strumento prioritario per generare nuove materie prime. Il quadro informativo alla base di queste scelte è fortemente influenzato dai media digitali specializzati, che rappresentano la principale fonte di conoscenza per il 22% dei giovani: pagine social, creator e siti dedicati ai temi ambientali superano di gran lunga i mezzi tradizionali (TV, giornali, radio), fermi al 10%. Il 12% s’informa invece tramite siti di news o attraverso il passaparola tra familiari e amici. I dati raccolti suggeriscono dunque un ecosistema informativo frammentato e fortemente orientato al digitale.
La Generazione Z dimostra senza dubbio una predisposizione autentica verso scelte sostenibili e orientate alla tutela dell’ambiente. Tuttavia, per trasformare questa sensibilità in competenza serve un investimento educativo più strutturato. Non a caso, il 39% degli intervistati ha dichiarato che la propria coscienza ambientale si è formata principalmente tra i banchi di scuola e università, confermando il ruolo chiave dell’istruzione nella costruzione di un futuro “green”. Un segnale incoraggiante arriva dal Friuli Venezia Giulia, dove iniziative istituzionali mirate stanno rafforzando l’educazione ambientale: la collaborazione tra ARPA FVG e l’Ufficio Scolastico Regionale, ad esempio, punta a portare progetti specifici nelle scuole per accrescere conoscenza e consapevolezza tra gli studenti. Anche Trieste si conferma un vero punto di riferimento grazie a molteplici iniziative e progetti dedicati all’ambiente e alla sostenibilità. Naturalmente, per migliorare la propria preparazione sui temi ambientali, i giovani possono affidarsi a fonti certificate come i portali delle agenzie ambientali regionali, le campagne istituzionali e i contenuti divulgativi prodotti da enti scientifici. Al tempo stesso, partecipare a laboratori, incontri pubblici e percorsi formativi sul territorio è utile a consolidare le proprie competenze e orientare in modo più consapevole le decisioni di ogni giorno. Un ecosistema informativo più solido e accessibile, che sappia integrare risorse digitali ed esperienze educative concrete, potrà trasformare l’attenzione per l’ambiente in una competenza matura, fatta di scelte informate e partecipazione civica.
[b.m.]


