Geokarst, Trieste e il Carso raccontati da The Guardian

23.1.2026 – 14.45 – Geokarst porta Trieste e il suo territorio nuovamente sotto i riflettori della stampa internazionale, stavolta in un articolo del quotidiano britannico The Guardian del 22 gennaio 2026, intitolato “Andare oltre la superficie dell’Altopiano carsico esplorando il nuovo geoparco transfrontaliero tra Italia e Slovenia”. Si tratta di un reportage a firma di Rachel Hall realizzato con il supporto di Promoturismo Fvg e Visit Kras, che esce dopo un anno, il 2025, caratterizzato dal successo mediatico riscosso dalla nostra città nel panorama mediatico globale, dagli Stati Uniti all’Australia: ne avevamo scritto qui. Adesso il racconto inglese parte dalla grotta di Vilenica, che nel 1633 accolse per la prima volta nelle sue profondità degli ospiti, provenienti proprio dalla vicina Trieste: è considerata la prima grotta nella storia a essere stata aperta ai turisti. Vilenica è al contempo solo una tra le migliaia di cavità sotterranee della regione carsica che collega Italia orientale e Slovenia occidentale. Regione che, nelle parole della firma del Guardian, si candida a “contrastare l’overtourism che affligge l’Italia e le mete più conosciute della Slovenia”, offrendo come alternativa “un’esperienza più lenta, autentica e locale. Per promuovere la sua storia condivisa nonché la natura e la cultura, è stato istituito un nuovo geoparco transfrontaliero finanziato dall’Unione europea, noto come Geokarst, che spera di ottenere il riconoscimento dell’Unesco”. La descrizione paesaggistica accarezza le colline, si inoltra nei loro ventri di pietra, si sofferma sul panorama al tramonto che si può ammirare dal borgo medievale di Štanjel sorseggiando un calice di vitovska, per poi arrivare a Trieste, di cui si dice: “Una vivace città universitaria che fonde la cultura italiana con l’architettura art nouveau in stile viennese grazie al suo lungo passato come unico porto dell’Impero austro-ungarico. Gli abitanti del posto dicono che la miscela culturale ha conferito loro uno spirito unico, una mentalità aperta e tollerante. La mia guida, Beatriz Barovina, mi spiega che, a differenza di altrove in Italia, qui si può mangiare, sorseggiare un espresso o bere un bicchiere di vino da soli, senza essere giudicati per non avere una grande famiglia italiana intorno a sé. Dice che c’è ancora un forte attaccamento all’Austria, specialmente tra le generazioni più anziane”. Vengono citati poi la cultura del caffè e l’attaccamento alla natura, esperito attraverso un giro tra Napoleonica, Opicina e Prosecco, quest’ultimo definito come il luogo di nascita dell’omonimo vino frizzante. Menzionate anche la Val Rosandra, le osmize, la cantina Parovel e l’Alpe Adria Trail: “Se sei fortunato, potresti persino imbatterti in una delle cosiddette cantine del vino improvvisate, cavità in cui la gente lascia vini e formaggi locali sulla base di una offerta libera per i viaggiatori affamati e assetati, con sedute in legno intagliato che si affacciano sulla valle sottostante. È un’esperienza tipicamente carsica, che riflette le due caratteristiche più distintive della regione: il suo paesaggio suggestivo e il suo spirito accogliente e comunitario”. Fin qui il reportage del Guardian. L’istituzione del geoparco transfrontaliero sul Carso Geokarst è stata ultimata nel 2022 nell’ambito dell’Interreg Italia-Slovenia: a questo link la pagine ufficiale del progetto.

[l.g.]

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