16.01.2026 – 15.10 – Trieste apre il sipario sulla 37ª edizione del Trieste Film Festival con una giornata densa di cinema, incontri e appuntamenti diffusi in città. Sabato 17 gennaio il festival entra nel vivo fin dal mattino, confermandosi ancora una volta come uno degli osservatori più attenti sulle cinematografie dell’Europa centro-orientale e balcanica, ma anche come un evento capace di intrecciare visioni artistiche, riflessione culturale e partecipazione del pubblico. Il programma si apre alle 11 al Teatro Miela con la sezione Wild Roses, dedicata alle registe slovene. A inaugurare il percorso è Moja Vesna di Sara Kern, presentato in anteprima alla Berlinale, racconto delicato e intenso di una famiglia spezzata dalla perdita, visto attraverso lo sguardo di una bambina costretta a crescere troppo in fretta. Nel corso della giornata la rassegna prosegue con quattro film che attraversano quasi vent’anni di cinema sloveno al femminile, spaziando dal melodramma artistico di Instalacija ljubezni di Maja Weiss, alla crisi spirituale raccontata in Duhovnica di Maja Prettner, fino alla commedia generazionale Ne bom več luzerka di Urša Menart. In serata, alle 20, spazio a uno dei titoli più attesi, Ida, così stonata che pure i morti si son svegliati e insieme han fatto una cantata di Ester Ivakič, favola ambientata nel Prekmurje che mescola immaginazione infantile, lutto e speranza.
Grande attenzione anche al pubblico più giovane con la rassegna TSFF dei Piccoli, ospitata al Ridottino del Miela. In mattinata viene proiettato Tichá pošta, avventura ambientata alla fine della guerra che racconta il coraggio e l’ingegno di un gruppo di bambini, mentre nel pomeriggio è in programma I racconti del giardino incantato, film d’animazione candidato agli European Film Awards 2026. Completano l’offerta per i più piccoli un laboratorio di stop motion, pensato per avvicinare bambine e bambini al linguaggio dell’animazione attraverso gioco e manualità. In serata, alle 22, il festival propone l’anteprima italiana di Aktyvistas di Romas Zabarauskas. Il film, presentato al Tallinn Black Nights Film Festival, affronta i temi dell’attivismo politico e della violenza attraverso la storia di un giovane che si infiltra in un gruppo neonazista per scoprire la verità sull’omicidio del compagno.
Accanto alle proiezioni, il Trieste Film Festival anima la città con numerosi eventi collaterali. Due visite guidate portano il pubblico alla scoperta di Trieste e del suo legame con la cultura slovena e di Nova Gorica, città simbolo delle fratture e delle riconciliazioni del Novecento europeo. Spazio anche agli incontri letterari con la sezione Incontri & Libri: alla Libreria Lovat si tiene il talk dedicato al volume Il cuore scoperto – Per ri-fare l’amore di Victoire Tuaillon, occasione di confronto sulle trasformazioni delle relazioni affettive e sul loro significato politico e sociale. Il pomeriggio prosegue al Knulp Bar con l’incontro Conversazioni su Yugo Logo, dedicato alla storia e all’evoluzione del design nella ex Jugoslavia, mentre la sezione Food propone una degustazione al Caffè San Marco, pensata come racconto culturale del vino e del territorio di confine tra Italia e Slovenia.
Gran finale in musica con il concerto di Doppelgänger, rapper romano di origini bosniache, tra le voci più seguite della nuova scena balcanica, atteso all’Hangar Teatri per una serata che unisce hip hop, contaminazioni linguistiche e DJ set. Il Trieste Film Festival prosegue così nel segno di una proposta culturale ampia e articolata, capace di tenere insieme cinema d’autore, impegno civile e vita urbana, confermando Trieste come crocevia di storie, linguaggi e identità al centro dell’Europa.
[f.v.]


