Eurovision 2026 e Israele, anche la Slovenia si ritira dalla competizione

06.12.2025 – 07.00 – Lo aveva promesso più volte, l’ha effettivamente fatto. Anche la Slovenia si unisce alle nazioni che boicotteranno l’Eurovision Song Contest 2026, a seguito dell’annuncio della direzione che Israele era autorizzata a competere. La nazione ha pubblicamente dichiarato che il numero record di violazioni dei diritti umani perseguito da Israele a Gaza e il fermo rifiuto da parte dell’EBU (European Broadcasting Union) ha portato a questa decisione estrema. Al momento la Slovenia, la Spagna, l’Olanda e l’Irlanda hanno tutte confermato che non prenderanno parte alla famosissima, specie per i giovani, competizione canora. Lubiana però farà un passo ulteriore, rifiutandosi di trasmettere sulle proprie reti pubbliche l’Eurovision 2026.
Natalija Goršcak, presidente del consiglio di amministrazione di RTV Slovenija, ha confermato che l’atteggiamento non è mutato e che la Slovenia è convinta del boicottaggio, citando “i 20mila bambini morti a Gaza“. Goršcak ha infatti citato quanto ritiene essere un doppio standard: nel 2022 la Russia era stata esclusa dalla competizione a seguito dell’invasione dell’Ucraina; nessuna azione invece è stata intrapresa contro Israele.
“Per il terzo anno consecutivo, il nostro pubblico richiede che diciamo ‘NO’ alla partecipazione di qualsiasi nazione che sta attaccando un altro stato”.

L’emittente pubblica slovena aveva in precedenza segnalato preoccupazioni in merito alla partecipazione israeliana agli eventi dell’organizzazione, unendosi a Spagna, Paesi Bassi e Irlanda nell’invitare l’UBE a escludere Israele a causa delle violazioni dei diritti umani a Gaza e nell’esprimere inquietudine rispetto a possibili frodi nel voto durante la competizione di quest’anno.
Durante il recente incontro di Ginevra erano state avanzate richieste di votazione segreta sulla questione della partecipazione israeliana, ma è stata invece presentata una proposta di voto su nuove regole che di fatto consentono a tutti i membri UBE di prendere parte alla competizione, proposta vincolata a una clausola con cui i membri si impegnavano a non procedere con una votazione sulla partecipazione israeliana.

Le nuove regole introducono misure per scoraggiare governi e terze parti dall’organizzare campagne di voto a favore dei propri rappresentanti, a seguito delle accuse mosse a Israele di aver ingiustamente favorito il proprio partecipante all’edizione di quest’anno dell’Eurovision Song Contest.
La modalità in cui la votazione è stata strutturata è stata definita da Gorščak come formulata in maniera tale da poter trarre in inganno molti di coloro che intendevano esprimersi su questo punto.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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