Bovaer nel mangime per ridurre il gas metano nelle flatulenze delle mucche: muoiono in modo sospetto

23.11.2025 – 15.00 – Bovaer, l’additivo nel cibo per ridurre le emissioni di gas metano nelle flatulenze delle mucche. Morti fulminee sospette tra il bestiame lamentate dagli agricoltori nel Nord Europa. Sui social circolano video di grandi bovini, che all’improvviso collassano a terra stecchiti, lasciando attoniti i loro proprietari. Un esempio si può vedere cliccando su questo link. Se a causa del Bovaer, non si sa. Ma in molti se lo chiedono, tanto che ne stanno parlando anche i media mainstream scandinavi. Addirittura l’industria lattiero-casearia norvegese, Norsk Melkeråvare, ha recentemente sospeso l’utilizzo del Bovaer, dopo che i suoi vicini di casa, e cioè gli allevatori danesi hanno testimoniato simili episodi nei capi di bestiame in Danimarca. Là il prodotto è diventato di fatto obbligatorio dal primo ottobre 2025. Ne parliamo con il professor Paolo Bonivento, naturalista, iscritto al Collegio nazionale dei Periti Agrari Laureati.

Il colosso norvegese del latte Norsk Melkeråvare, citato dalla pubblicazione specialistica Boerderij, ha dichiarato di non aver ricevuto segnalazioni di effetti negativi nell’uso di Bovaer, ma di aver deciso di adottare un mero principio di cautela, in attesa di raccogliere maggiori informazioni. Al contempo DSM-Firmenich, la multinazionale nutraceutica produttrice dell’ingrediente, ha fatto sapere che Bovaer è stato oggetto di approfondite ricerche prima di essere lanciato sul mercato; che nei primi 9 mesi di introduzione in 400 allevamenti in Danimarca non sono stati segnalati problemi; e che anche in seguito, alla multinazionale, non risultano segnalazioni di presunti effetti collaterali negli altri Paesi in cui il Bovaer è in uso. Del Bovaer si è ricominciato a parlare proprio a causa di queste recenti cronache. Tuttavia il prodotto fa discutere almeno da fine 2024. Che cos’è il Bovaer, a che cosa serve, qual è la storia della sua introduzione? “Il Bovaer è un additivo alimentare per bovini, in particolare progettato per ridurre le emissioni di metano provenienti dal loro sistema digestivo”, spiega il professor Paolo Bonivento: “È un inibitore del metano, sviluppato per contribuire alla riduzione degli impatti ambientali degli allevamenti e a contrastare il cambiamento climatico. L’additivo agisce inibendo specifici microrganismi nel rumine responsabili della produzione di metano durante la digestione. Il Bovaer è stato sviluppato e commercializzato a partire dai primi anni ’20 del 2020. Il suo utilizzo è stato oggetto di sperimentazioni e di regolamentazioni progressive in diversi Paesi europei“.

Sono disponibili maggiori dati, in quali Paesi europei è attualmente in uso? “Al momento il Bovaer è ufficialmente introdotto e utilizzato soprattutto nei Paesi nordici, come la Danimarca e la Norvegia, che puntano a ridurre drasticamente le emissioni agricole entro il 2030“, prosegue il professor Paolo Bonivento: “Dal primo ottobre 2025 il governo danese ha reso obbligatorio l’uso del Bovaer negli allevamenti con più di 50 capi, per almeno 80 giorni l’anno, come riportato da fonti di settore quali ad esempio la rivista Farmers Guardian. Altri Paesi europei stanno valutando o sperimentando l’uso di questo additivo. In Gran Bretagna sono sorte campagne di boicottaggio contro alcuni marchi della grande distribuzione, sospettati di utilizzare latte da bovini alimentati con Bovaer, a causa di timori diffusi tra i consumatori sulla sicurezza dell’additivo e sulle eventuali conseguenze sulla qualità del prodotto finale. Queste campagne riflettono un dibattito pubblico acceso e la richiesta di maggiore trasparenza”.

Esistono testimonianze dell’insorgere nelle mucche di una serie di sintomi, di cui i più gravi il collasso e la morte improvvisa. Cosa si sa finora? “Alcuni allevatori danesi hanno riferito, sia sui social media sia su media nazionali, sintomi preoccupanti nelle mucche dopo l’introduzione del Bovaer nella loro dieta, con casi di collasso e mortalità improvvisa”, così ancora il professore: “Ad oggi non esistono conclusioni scientifiche definitive che attestino un nesso diretto di causalità tra l’uso dell’additivo e questi episodi, ma sono in corso indagini approfondite da enti veterinari e istituti di ricerca. Le autorità sanitarie hanno sottolineato la necessità di ulteriori dati e di monitoraggio continuo. Il Bovaer ha superato diversi iter regolatori europei, ottenendo l’autorizzazione alla commercializzazione in alcuni Paesi sulla base di studi di sicurezza alimentare e animale, che ne hanno valutato la tollerabilità e l’assenza di residui nocivi nel latte e nella carne. Tuttavia l’introduzione massiccia in contesti di allevamento estensivo ha generato nuove esigenze di monitoraggio e revisione della normativa alla luce delle segnalazioni emerse”.

Quanto alla scelta di Norsk Melkeråvare di sospendere l’utilizzo del Bovaer, “la decisione è comprensibile in un contesto di incertezza e di pressione da parte degli allevatori e del pubblico”, commenta il professor Paolo Bonivento: “Tale scelta riflette cautela e attenzione alla sicurezza animale e alla fiducia dei consumatori. Potrebbe anche rappresentare un invito ad approfondire le evidenze scientifiche prima di procedere con un utilizzo ancora più diffuso dell’additivo”. Infine uno sguardo alle alternative possibili: “Esistono altre strategie per ridurre le emissioni di metano negli allevamenti, come migliorare la qualità delle diete, utilizzare prebiotici e probiotici specifici, selezionare razze bovine a minore emissione e adottare pratiche di gestione del letame più sostenibili. Alcuni integratori naturali e additivi alternativi sono in fase di studio, ma nessuno ha ancora ottenuto un’efficacia e una diffusione comparabili a quelle del Bovaer“, chiosa il professor Paolo Bonivento.

[l.g.]

 

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