Riceviamo e pubblichiamo dal SIULP – Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia – il seguente intervento in merito al tema dell’accoglienza e alla gestione degli sgomberi a Trieste.
13.08.2025 – 14:15 – Dalla lettura di vari articoli di stampa concernenti le critiche provenienti da esponenti politici locali, oltre che da diverse associazioni che, a vario titolo, si occupano di accoglienza, la prima impressione è che si continui a osservare il dito anziché la luna. Si prosegue nel condannare gli sgomberi delle piazze e, direttamente o indirettamente, gli operatori delle forze dell’ordine incaricati di eseguirli. Ulteriori e ingiuste critiche vengono rivolte agli operatori dell’Ufficio immigrazione, ritenuti, a loro dire, colpevoli di ritardi o persino di rinviare sine die i richiedenti asilo.
Nessuno, però, inquadra i punti salienti: è accoglienza distribuire coperte alle persone che stazionano all’addiaccio in piazza Libertà e nelle zone limitrofe, salvo poi lasciarle al loro destino? Dov’è il quid pluris umanitario tanto decantato? Perché non si predispongono autonomamente ulteriori spazi per accogliere queste persone?
V’è da considerare, invero, che le istituzioni preposte latitano, nella misura in cui sono anni ormai che si parla di esaurimento di posti nelle strutture e, ogni volta, l’unica soluzione è operare sgomberi che non risolvono affatto la questione, la quale si ripresenta dopo pochissimi giorni, magari poco distante. Il tutto avviene con grande dispendio delle già poche e risicate risorse delle forze dell’ordine, in forte sofferenza a causa del crollo negli organici.
Oltre al danno, la beffa: anziché occuparsi di garantire al massimo la sicurezza dei cittadini e lo svolgimento tempestivo e proficuo delle indagini, molti operatori vengono distolti con operazioni spesso di facciata, che li espongono persino a pesanti critiche, sebbene queste, in molti casi, risultino stereotipate, strumentali e prive di fondamento.
Gli istituti d’accoglienza facciano uno sforzo per garantire più posti letto, magari rivedendo le loro richieste economiche; le istituzioni preposte, al contempo, non rimangano inerti e provvedano a trovare soluzioni adeguate; le forze politiche d’opposizione propongano alternative valide. Solo così si restituirà alle forze dell’ordine la possibilità di garantire sicurezza ai cittadini.
Trieste, 13 agosto 2025


