CRONACA In numero minore rispetto alle aspettative, i liceali Triestini hanno manifestato a suon di “Noi da scuola non ci muoviamo” contro i tagli previsti, senza però causare nessun disordine

19.12.2012 | 19.05 – Non si sono arrestate le manifestazioni di protesta da parte degli studenti di Trieste che da settembre continuano ad occupare le piazze della città.
L’ultima mercoledì 12 in piazza Oberdan, davanti alla sede del Consiglio Regionale, dove si sono presentati circa 200 alunni che hanno dato inizio al corteo intorno alle 9.30. Muniti di megafono, striscioni e consolle hanno cominciato a riunirsi davanti alle porte del palazzo per contestare i tagli alla scuola pubblica, la legge di stabilità e l’edilizia scolastica.
Il clou dell’iniziativa è durato un paio d’ore con una marcia simbolica intorno all’edificio e un “tentato assalto” da parte dei liceali che con dei cappelli colorati in testa hanno cercato di rimuovere alcune delle transenne.
Gli agenti di Polizia, chiamati anche da Padova e Gorizia, avevano infatti recintato la zona con un centinaio di steccati di ferro e avevano disposto un ingente servizio di protezione a scopo prudenziale, rivelatosi poi eccessivo rispetto al numero di studenti presenti. La manifestazione si è conclusa intorno alle 12.30 senza alcun disordine.
La protesta, organizzata dallo Scoordinamento Studenti e dall’Unione Studenti Fvg, aveva come scopo quello di “opporsi ai tagli del 40% che la regione ha attuato al fine di favorire la scuola privata, penalizzando così i progetti didattici, l’edilizia scolastica e il diritto allo studio (libri, trasporti…); a ciò si aggiungono poi i 40 milioni di Euro che la legge di stabilità toglie alle attività extracurriculari”.
Alla domanda “che cosa chiedete?” rispondono: “Aule autogestite dagli studenti, previste dalla legge, un controllo dello stato fisico delle scuole, che ormai stanno cadendo a pezzi (ricordando il crollo all’istituto Nautico) e la fine dei tagli”.
“Pensate che le manifestazioni che state portando avanti già da alcuni mesi serviranno a qualcosa?”
“Ad ottobre, a conclusione della protesta, c’è stato un dialogo con il vicesindaco Martini e l’assessore all’istruzione Grim, ma oltre alle parole non abbiamo visto nulla. Il nostro intento è comunque quello di non fermarci affinchè la situazione cambi”.
“Cosa pensate della situazione riguardante i 32 occupanti del 5 dicembre che sono stati identificati e tutt’ora si trovano sotto processo nei Consigli di classe?” “Troviamo sia una situazione ridicola in quanto neanche a loro è stato detto il motivo per il quale sono stati incriminati. Siamo uniti e martedì (18\12) saremmo all’Oberdan durante i consigli di classe.”
Elisa Ronchese


